Cronaca

I lavoratori Esaote entrano a Tursi: “Con il nostro piano industriale tagliamo solo gli sprechi”

Genova. Fumogeni, fischi, petardi. Il corteo dei lavoratori di Esaote e Oms Ratto (azienda dell’indotto), partito da Principe alle 14, è arrivato a palazzo Tursi in concomitanza con l’interpellanza in Aula Rossa. Tanti, arrabbiati e preoccupati per il futuro.

“Siamo qui per rivedere quello che sta succedendo rispetto a tre anni fa, quando il Puc veniva modificato a favore del rilancio dell’azienda ma di fatto non mantenuto – spiega Andrea Baucia, Rsu Esaote – oggi presenteremo alle istituzioni il piano industriale stilato dai lavoratori, a Genova come a Firenze”. Un documento che si basa su un principio: diminuzione degli sprechi e non del lavoro. “Tagliamo lì, in ottica di rilancio – sottolinea Baucia – Abbiamo un parco macchine incredibile, vengono spesi milioni di euro inutilmente, tutto questo va rivisto in favore dei progetti che ci daranno lavoro”.

“Operiamo da una decina di anni con Esaote – aggiunge Manuel Garbarino, Rsu Omsa Ratto – l’azienda ha annunciato esuberi che potrebbero ricadere su una quarantina di noi”. In pratica l’80% di Omsa Ratto. “In questo modo rischiamo tutti, la nostra azienda non reggerà”.

Dagli spalti dell’Aula Rossa i lavoratori hanno assistito alla discussione in Aula. “La situazione, inutile negarlo, è sicuramente preoccupante – ha commentato l’assessore allo Sviluppo economico, Francesco Oddone – lo è sia per quel riguarda il livello occupazionale di Esaote, quanto a esuberi e esternalizzazioni presentati dall’azienda, sia per Oms Ratto che si vede colpita da una profondissima riduzione del proprio carico di lavoro. Ma è a rischio anche l’intero perimetro industriale di un’area considerata all’avanguardia fino a poco tempo fa. La battuta d’arresto del 2013 è estremamente pesante – ha continuato l’assessore – non si spiega con la crisi mondiale, forse con ritardi accumulati nella gestione aziendale. Inoltre è stato estremamente difficile trovare un dialogo con Esaote, che non si è dichiarata disponibile a incontrarci. I cambi di destinazione d’uso vanno gestiti con estrema cautela – ha concluso – Prima sono strumento in mano all’amministrazione, poi diventa difficile gestirli”

L’area in cui insiste Esaote era compresa in una zona di trasformazione: scorporandola, il consiglio comunale aveva approvato una variante a lungo discussa e materia di confronto serrato con l’azienda. L’accordo ottenuto dava maggiore indice di edificabilità in conseguenza di mantenimento dei livelli occupazionali e del trasferimento ad Erzelli.
“Ad oggi il piano regolatore di Genova riporta a questo percorso – ha spiegato il vicesindaco Bernini, all’epoca presidente del Municipio Medio Ponente – In un incontro in Regione ho già dichiarato che, con il nuovo piano industriale presentato da Esaote, i presupposti della variante sono in discussione e che sarà inevitabile il confronto con i lavoratori per rispettare le basi dell’accordo: mantenere con forza la vocazione produttiva, solo così il disegno tra urbanistica ed economia del territorio ha coerenza”.

Domani a Tursi è stata convocata una commissione ad hoc dedicata alla vicenda Esaote (anche su Piaggio Aero).

“Mi aspettavo di più di una commissione – ha commentato il consigliere Pd, Gianni Vassallo autore dell’interrogazione – consiglierei un approfondimento giuridico e un confronto pesante con i soggetti firmatari del protocollo intesa presupposto di una variante, per richiamarli tutti alle loro responsabilità. Trovare difficoltà di dialogo con l’azienda è sconcertante”.

Una delegazione di lavoratori ha chiesto e ottenuto un incontro con sindaco e capigruppo.