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Economia

La crisi del mattone non risparmia neppure i negozi: nel 2013 a Genova compravendite a -18%

Genova. L’analisi delle compravendite realizzata dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa su dati Agenzia del Territorio evidenzia, anche per l’intero anno 2013, un generale calo del numero di compravendite di negozi e centri commerciali nelle città italiane. Prendendo in considerazione le dieci grandi città, e confrontandone l’andamento rispetto al 2012, si evidenziano alcuni lievi segnali positivi. La città che ha avuto l’andamento più al ribasso è Bari, in cui le compravendite di negozi e centri commerciali si sono ridotte del 35%. Cali considerevoli anche a Genova, Napoli e Torino: nella città della Lanterna le compravendite sono diminuite del 17,8%, sotto il Vesuvio del 13,8% e nel capoluogo piemontese del 12,9%. Variazioni negative, ma relativamente contenute, si registrano anche a Milano e Palermo.

Nei primi tre mesi del 2014 il settore commerciale vede una ripresa nelle transazioni. A livello nazionale sono state compravendute 6.240 unità immobiliari, pari al +4,7% rispetto al primo trimestre 2013; il Sud è la macroarea che più ha risentito positivamente di questa inversione di tendenza (+6,7%, per un totale di 1.826 compravendite). Il maggior numero di transazioni si registra sempre nel Nord Italia, con 3.043 immobili commerciali, che corrispondono al 5,1% in più su base annua; il Centro fa segnare esattamente l’1% in più, per un totale di 1.371 compravendite.

Analizzando il comportamento delle otto principali provincie italiane, emerge che il dato della provincia di Bologna: le compravendite di unità commerciali sono più che raddoppiate, passando dalle 93 del primo trimestre 2013 alle 195 dello stesso periodo del 2014. Incremento importante anche per la provincia di Palermo (+18,2%), sono positive anche Napoli (+10,9%) e Torino (+8,1%). Dalla parte opposta si registra il dato negativo di Genova, dove si passa da 91 a 80 transazioni, corrispondenti a -12,1%. La variazione negativa è più contenuta per la provincia di Roma, dove si è compravenduto il 3,5% in meno; Milano e Firenze fanno registrare ribassi abbastanza simili (-5,3% la prima e -6,1% la seconda).