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Il “modello Mezzanego” e la visita del sottosegretario Reggi: entro il 15 luglio via all’Operazione edilizia scolastica foto

Liguria. Secondo le stime gli interventi saranno più di un centinaio in tutta la Liguria, distribuiti sui 115 Comuni della nostra regione che hanno fatto domanda. Numeri imponenti per l’“Operazione edilizia scolastica” lanciata dal Governo Renzi, illustrata dalla visita in provincia di Genova del sottosegretario all’Istruzione Roberto Reggi.

scuola erbe

Visita iniziata a Mezzanego che, con l’Istituto “Davide Spinetto”, possiede il primo edificio scolastico della Liguria realizzato con i criteri della bio-architettura, in classe energetica A+ e con le più moderne tecniche antisismiche.

Un esempio di quello che potrebbero diventare le strutture di Chiavari, Mele e Genova – queste le altre tappe della visita – se verranno sbloccati i fondi congelati dal patto di stabilità. Bisognerà pazientare ancora pochi giorni: i Comuni beneficiari dell’esclusione dal patto di stabilità e l’importo della stessa saranno resi noti attraverso un decreto del Presidente del Consiglio entro il 15 giugno. Poi, entro luglio, dovrebbero partire i lavori.

“Le nostre priorità – ha detto Reggi a Genova davanti al nuovo colplesso scolastico di piazza delle Erbe – son mettere in sicurezza le strutture e fare in modo siano più adeguate possibile ai nuovi metodi di apprendimento. Abbiamo ragazzi molto più avanti di noi nell’utilizzo della tecnologia e spesso abbiamo strutture pericolose che non sono in grado di seguirli in questa loro avventura. Entro luglio partiranno 7mila interventi e nel 2015 altri 11mila. Lavoreremo per mettere in sicurezza circa un terzo delle scuole italiane”.

Ma la scuola non è certamente solo le mura degli edifici. Il governo punta – ha continuato Reggi – “sulla qualità dell’insegnamento. Negli ultimi anni gli insegnanti hanno subito una riduzione delle risorse e una incertezza che non ha consentito di fare programmazione. Vorremmo invece in un tempo medio-lungo garantire certezza di risorse dando possibilità alla scuola di fare programmazione, tenendo conto dei vari contesti ambientali”.

Nessuna riforma in vista, comunque. “Di riforme ne sono state tante e questo ha determinato incertezza, vorremmo piuttosto stabilizzare la situazione e fare delle piccole modifiche. Qualsiasi ritocco significa agire su circa metà delle famiglie italiane: dobbiamo farlo con grande saggezza”.