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Rainbow Warrior, la vita a bordo della “nave verde” di Greenpeace: “In mare per salvare il pianeta”

Genova. “Dopo il primo viaggio ho deciso che avrei fatto qualsiasi cosa per non scendere. E’ come vivere a casa, in un grande appartamento con molti coinquilini. Ci si alza e il nostromo dà gli ordini, facciamo le pulizie, i marinai semplici fanno la manutenzione di base, pitturare, togliere la ruggine, mettere il grasso o riparare le vele”. Caterina Torresani, volontaria di Grenpeace, è marinaio da 4 anni sulla Raimbow Warrior, il veliero di Greenpeace oggi a Genova, ultima tappa ligure del tour ”Non è un Paese per Fossili”, che vede la nave impegnata lungo tutte le coste italiane per promuovere una profonda trasformazione energetica, in Italia e in Europa.

Dopo la conferenza stampa di Vado Ligure e la spettacolare azione sulla gru a La Spezia, la nave con 1.260 metri quadrati di vele e il passaporto verde resterà a Genova fino a domenica 29 giugno, con la possibilità di salire a bordo sabato 28 (dalle 11 alle 20) e domenica (dalle 10 alle 18) per visite guidate e gratuite.

“Faremo vedere zone specifiche della nave, come la prua, il ponte di comando – spiega Torresani, in qualità di equipaggio – e spiegheremo la parte tecnica, mentre i volontari locali, invece, illustreranno la campagna”. Rivolta alle comunità colpite dalle minacce delle fonti energetiche ‘sporche’ e non a caso le tappe in Liguria sono tre, come tre le centrali a carbone presenti sul territorio.

Greenpeace, in occasione del tour “Non è un Paese per fossili”, ha lanciato anche una petizione online per chiedere ai cittadini di firmare una Dichiarazione di Indipendenza dalle fonti fossili, in favore di energie rinnovabili ed efficienza. In pochi giorni ha già raccolto oltre 30 mila firme.

“Testimonia l’impegno dell’associazione contro l’uso del carbone e del petrolio a favore delle energie alternative – commenta il presidente di Greenpeace Italia, Andrea Purgatori – nel momento in cui il Governo assume la presidenza di turno europea, chiediamo che prenda un impegno più forte a favore delle rinnovabili. Il problema non è il conflitto posti di lavoro-ambiente, ma piuttosto ridurre la nostra dipendenza dai paesi come la Russia. E questa è una nave immaginata e realizzata per essere esempio – sottolinea Purgatori – di come si può stare in mare rispettando l’ambiente”.

La Rainbow Warrior è una nave altamente tecnologica e con passaporto verde, rispetta, cioè, standard di non inquinamento molto alti, dal punto di vista del sistema delle acque, del risparmio energetico e di un uso totale di materiale riciclato. “Andiamo a vele, quindi si consuma meno combustibile – spiega ancora Torresani – non abbiamo acque nere, ma un sistema particolare di depurazione che produce acque grigie, e poi, oltre, al riciclaggio normale, tramite un meccanismo di desalinizzazione, trasformiamo acqua marina in potabile”.

Il suo primo viaggio è stato a un passo dal Polo Nord. Poi tutti gli altri, a fianco di delfini, tonni e meraviglie “da salvare”. “Abbiamo visto paradisi terrestri – conclude – attivisti e marinai, siamo tutti molto motivati, abbiamo tutti la stessa idea: salvare questo pianeta”.