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Genova, presentazione del volume “Città Ateneo Immagine. Patrimonio storico artistico e sedi dell’Università di Genova”

Genova. Domani, giovedì 5 giugno, alle ore 16 presso l’Aula Magna del palazzo dell’Università in via Balbi 5, sarà presentato il volume “CITTÀ ATENEO IMMAGINE Patrimonio storico artistico e sedi dell’Università di Genova” curato da Lauro Magnani – Delegato del Rettore per la valorizzazione del patrimonio storico e artistico dell’Ateneo, edito da De Ferrari Comunicazione s.r.l. per Genova University Press (GUP).

L’intento del Rettore che ha sostenuto questa iniziativa e del curatore del volume è di far conoscere ai cittadini e ai colleghi in visita dall’Italia e dall’estero, un patrimonio davvero straordinario che caratterizza l’Università di Genova.

Una linea di apertura degli spazi dell’Ateneo alla città perseguita anche con la presentazione al pubblico, sempre più frequente, delle nostre sedi più significative in tutte le occasioni in cui la città crea momenti di conoscenza del suo patrimonio artistico: ad esempio, nelle scorse edizioni dei Rolli Days, i Palazzi dell’Università sono stati visitati da oltre 2500 cittadini e turisti e i nostri studenti sono ormai parte integrante dell’organizzazione delle visite all’intero circuito dei palazzi riconosciuti dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità.

In contemporanea si vuole inserire l’Ateneo genovese in un network di Università europee che presentano simili caratteri, con sedi monumentali e storiche particolarmente significative e si opera per individuare iniziative di ricerca finanziabili a livello europeo legate a queste caratteristiche. E’ viva la convinzione che il tema dei Beni culturali trovi nell’Ateneo genovese una pluralità di competenze nell’ampio campo della tutela e della valorizzazione, oltre a quelle tradizionali di architetti, storici dell’arte, teorici del restauro,
oggi anche informatici, ingegneri, fisici, chimici, esperti di legislazione, comunicatori, economisti.

Lavorare in sinergia è una meta e individuare i complessi monumentali dell’Università come “modelli operativi didattici” è il passaggio fondamentale per proporre questa immagine dell’Ateneo verso la città e verso l’esterno.

Nella prefazione del Rettore e nell’introduzione del curatore si sottolinea il concetto di un rispecchiarsi della città nell’Università e nelle sue sedi: a livello storico le sedi dell’Ateneo segnano infatti luoghi significativi della dinamica delle trasformazioni della città, dalla cinta medioevale (Porta di Vacca e Palazzo Rebuffo), alla città barocca ( i Palazzi di strada Balbi, Palazzo Belimbau, l’ex Collegio Gesuitico, sede del Rettorato, il Palazzo Belimbau, l’Albergo dei Poveri), per arrivare alla città di ville ( Villa Giustiniani Cambiaso, in concessione dal Comune, Villa Bonino), alla città ottecentesca e primo novecentesca ( Palazzina Hanbury e l’Orto Botanico, il Palazzo ex Eridania), al porto, allo sviluppo industriale del Novecento ( la Saiwa).

Le sedi dell’Università hanno accompagnato, a partire dagli anni settanta del secolo scorso, la rinascita del centro storico (l’insediamento di Architettura a Sarzano), fino al porto antico rivisitato da Piano agli inizi degli anni novanta e al nostro intervento in Darsena. Così è impostato il volume, una illustrazione di queste sedi e della loro genesi, in un lavoro realizzato in sinergia tra docenti e giovani ricercatori e con la collaborazione del personale dell’Ateneo.