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Cronaca

Esaote, pressing dei lavoratori sulle istituzioni: c’è l’impegno della Regione

Genova. Agg.13.15 Con l’impegno da parte della Regione e un apposito ordine del giorno si è concluso il vertice tra l’assessore Enrico Vesco e una delegazione di lavoratori Esaote. L’ente di piazza De Ferrari ha garantito che farà il possibile per anticipare l’incontro al Ministero dello Sviluppo Economico (inizialmente fissato al 4 luglio) rispetto a quello previsto al dicastero del Lavoro il 1 luglio, un passaggio utile e necessario, secondo Rsu e lavoratori, per “capire cosa vuole fare l’azienda” e farsi spiegare da Esaote stessa “perché non venga rispettato l’accordo del 2011”.
“Se Esaote investe in ricerca e sviluppo può recuperare le quote di mercato perdute, se invece spacchetta global service e medical e vende perde i brevetti e la tecnologia e Genova resta senza una azienda sana e competitiva”, hanno detto i lavoratori Esaote ai consiglieri regionali evidenziando anche il “grave problema delle aziende dell’indotto che rischiano la chiusura causando la perdita di altre decine di posti di lavoro”.

“Abbiamo sensibilizzato anche il Comune, le istituzioni devono starci vicino con determinazione”. A una settimana di distanza, i lavoratori di Esaote tornano in strada, in corteo, per tenere alta l’attenzione dei genovesi, e, soprattutto, degli enti locali. La prima tappa, non a caso, è stata palazzo Tursi, dove si attende il documento sulla questione della variante urbanistica, e poi via Fieschi, dove una delegazione di lavoratori è in riunione con l’assessore Vesco.

Tre le mosse promesse delle istituzioni: un tavolo permanente su Esaote, la convocazione dell’azienda e un passaggio con il ministro dello Sviluppo Economico per anticipare l’incontro previsto del 1 luglio e avviare così la discussione.

La premessa: l’area in cui insiste Esaote era compresa in una zona di trasformazione. Scorporandola, il consiglio comunale aveva approvato una variante a lungo discussa e materia di confronto serrato con l’azienda. L’accordo ottenuto dava maggiore indice di edificabilità in conseguenza del mantenimento dei livelli occupazionali e del trasferimento ad Erzelli.
Ma con il nuovo piano industriale presentato dall’azienda, che coinvolge complessivamente 680 lavoratori tra Genova e Firenze e mette in discussione il trasferimento a Erzelli, i presupposti della variante sono tornati in discussione, come spiegato martedì scorso in consiglio comunale dal vicesindaco Bernini, preludio per la stesura del documento per rivedere l’accordo sulle aree, da presentare in Aula Rossa.

Al momento, però, Tursi, dopo aver minacciato l’arma dell’urbanistica per difendere i lavoratori di Esaote, deve attendere il parere dell’avvocatura. “Aspettavamo la discussione del documento – conferma oggi Andrea Baucia, Rsu Esaote – ma ci hanno spiegato che sono in attesa del parere dell’avvocatura e che, quindi, la stesura del documento è temporaneamente sospesa. La nostra determinazione però è di andare avanti anche su quel fronte”.

In pratica il Comune di Genova sta aspettando di avere il via libera dall’avvocatura, impegnata a verificare se il ritiro della delibera con il cambio di destinazione d’uso, possa portare i soggetti coinvolti, tra cui un grande marchio della distribuzione, a dichiarare causa a Tursi.

Forse, in attesa del parere legale, si farà un documento, ma per il momento si procede con cautela. Il corteo coreografico, con striscioni, cori, fumogeni, e fischietti, intanto, è arrivato in via Fieschi. Sotto il palazzo del consiglio regionale la folla dei lavoratori attende per avere risposte sul futuro dell’azienda.

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