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Erzelli, musica e spettacoli per la nuova strada: notte di festa, ma non per tutti foto

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Genova. Da via dell’Acciaio alla Spianata degli Erzelli, con apertura del nuovo spazio verde alla fine di via Sant’Elia: è la nuova strada inaugurata oggi alle 18 da Comune di Genova, Municipio Medio Ponente e con la partecipazione dell’assessore alla formazione e al bilancio, Pippo Rossetti in rappresentanza della Regione.

A seguire la manifestazione “culturale e ricreativa” aperta a tutta la cittadinanza, nella piazza tra i due edifici (raggiungibile dal capolinea degli autobus N. 5/ e 128) con spettacolo di giocoleria e animazione di strada a cura di Uisp Genova e Fitness show a cura di Hill Gym.

Dalle ore 19.30, nell’area predisposta per l’evento (all’inizio della rotonda della strada appena inaugurata), via alla musica: gruppi musicali genovesi “Od Fulmine”, tra cui due ex membri dei Meganoidi, e artisti nazionali, come i “Tre allegri ragazzi morti” o Dente, che porterà sul palco il suo nuovo album uscito quest’anno “Almanacco del giorno prima”. Dopo le performance live degli artisti saliranno sul palco i dj fino a tarda notte. In collaborazione con Psyco Associazione Culturale.

Non tutto il tessuto commerciale sestrese, però, è presente all’evento. C’è chi, come il presidente del Civ di via Sestri, Agostino Gazzo “aspetta di festeggiare qualcosa di concreto e non gli esuberi dei lavoratori Esaote e un piano Erzelli che è tutto un punto interrogativo. Magari si scendesse qualche volta dalla collina a vedere cosa succede a valle…”, scrive sul suo profilo Facebook.

Sullo sfondo la difficile vertenza Esaote, tra il timore di affossare Erzelli e il rischio ricorsi, e i prossimi incontri a Roma fra una manciata di settimane.

E proprio i lavoratori di Esaote, accompagnati dalle famiglie, presenziando all’inaugurazione, hanno voluto ricordare alle istituzioni e alla città la pesante vertenza che li coinvolge e che rischia di compromettere il futuro dell’azienda sulla collina dell’hi tech, dimostrando la “ferma volontà non solo di difendere il loro posto di lavoro ma anche di voler contribuire allo sviluppo dell’azienda messo in discussione dall’attuale piano industriale”.