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Dopo l’incidente a fuggire è il pedone. Genova, una Smart bianca e l’aiuto di Facebook

Genova. Investire un pedone e poi scappare: triste realtà e comportamento criminale che, per una volta, si ribalta di 360 gradi, fino a dar vita ad una situazione surreale. Era il 23 maggio verso le 13, quando in piazza Montano una Smart ha investito una ragazza che stava attraversando la strada per prendere al volo il suo autobus in partenza. Prima l’impatto, poi la Smart che si allontana di qualche metro e la ragazza investita che si rialza e prende l’autobus. La conducente della Smart cerca la vittima, ma non vede più nessuno.

Il giorno successivo la ragazza investita si presenta presso il distretto di Polizia Municipale di Sampierdarena, dove denuncia l’accaduto, confermando di aver preso l’autobus nonostante l’urto con la macchina, ma di aver poi accusato dolore e quindi di aver dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso. Difficile rintracciare la conducente della Smart, visto il lasso di tempo trascorso e la totale mancanza di informazioni.

Ci pensa però Facebook: investita e investitrice fanno infatti parte di una pagina dove hanno amici in comune. Ed è proprio una terza ragazza, amica virtuale di entrambe che, leggendo sia i messaggi postati dalla investitrice, che raccontava l’accaduto lamentandosi dei pedoni che attraversano la strada dove capita, sia quelli dell’investita, ha potuto collegare i fatti e ha segnalato le pagine alla Polizia Municipale.

La segnalazione è passata al reparto Infortunistica che ha verificato tutti i dati, il colore dell’auto, e la descrizione che le ragazze davano dell’accaduto, per poi contattare l’investitrice; che ha ammesso il fatto, dichiarando di essersi fermata, ma di non aver più visto la persona investita e di essersi convinta di non aver provocato alcun danno. Poiché le versioni fornite sono compatibili, la responsabilità dell’investitrice non appare così grave come in una ipotesi di allontanamento dopo aver provocato un incidente.