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Aree ex Stoppani: impegno da 60 milioni per la messa in sicurezza

Cogoleto e Arenzano. “Abbiamo deciso di presentare l’intervento di bonifica della ex Stoppani in coincidenza con la fine del lavoro sia del prefetto di Genova quale commissario che dell’assessore all’Ambiente Renata Briano in Regione, in quanto eletta al Parlamento europeo e assente oggi perché convocata a firmare l’opzione con cui accetta il nuovo incarico. Con questi ultimi lavori l’impegno economico sulle aree dell’ex Stoppani sale a 60 milioni di euro, prova che un pezzo di strada si è fatto. Quando si incominciò a lavorare il cromo esavalente era presente in quantità cinquantamila volte superiore al limite consentito dalla legge. Si è fatto un lungo lavoro, che dovrà proseguire ancora. In questi ultimi anni abbiamo lavorato su altre due grandi bonifiche, oltre a Stoppani, che sono molto bene avviate: le aree ex Acna di Cengio e quelle dell’Ilva di Cornigliano”.

Lo ha detto oggi, venerdì 27 giugno, il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando presentando in conferenza stampa l’intervento di messa in sicurezza complessiva del sito ex Stoppani ad Arenzano e Cogoleto, insieme con il prefetto di Genova Giuseppe Balsamo, commissario delegato all’attuazione della bonifica dell’impianto. I lavori sono stati commissionati dalla gestione commissariale incaricata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’emergenza Stoppani per un importo di 60 milioni 213 mila 123 euro provenienti da fondi del Ministero dell’Ambiente (32 milioni 950 mila 840 euro), fondi della Regione Liguria (18 milioni 698 mila 735 euro), fondi della Provincia di Genova (1 milione 84 mila 567 euro) e da oneri derivanti dallo sfruttamento della discarica di Molinetto.

I lavori, iniziati nel luglio 2007, si concluderanno a fine dicembre 2016. Nel 2006 fu decretato lo stato di emergenza per il Sito di Interesse Nazionale (SIN) Stoppani a causa della grave situazione ambientale e sanitaria in cui si trovava. Gli interventi di messa in sicurezza e bonifica del sito si sono sviluppati dal 2007 ad oggi e hanno riguardato lo smaltimento di rifiuti, lo smantellamento di parte delle strutture fortemente contaminate e fatiscenti, la realizzazione di impianti all’interno dell’area privata, la bonifica degli arenili nell’area pubblica e gli interventi di messa in sicurezza della discarica di Molinetto, seppure situata al di fuori dell’area, e lasciata in stato di abbandono da parte del proprietario fallito. Di grande importanza è stata la conduzione costante dell’area soprattutto per la gestione dell’impianto di trattamento delle acque di falda che ha garantito dal 2007 ad oggi il mancato sversamento a mare di più di 60 tonnellate di cromo esavalente.

Al momento sono stati conclusi 9 progetti e 2 sono in corso. In particolare le attività già concluse sono le seguenti: il confezionamento e lo smaltimento di 1471,56 tonnellate di rifiuti pericolosi; la realizzazione della nuova linea ECO1, l’ampliamento e l’adeguamento della cabina di trasformazione elettrica; la bonifica dell’amianto con la produzione di 222 tonnellate di rifiuti pericolosi contenenti amianto e di 182 tonnellate di rifiuti pericolosi; la demolizione dell’area Sud che ha prodotto 4.838,51 tonnellate di rifiuti pericolosi regolarmente smaltiti; la demolizione dell’area Nord che ha prodotto e avviato a smaltimento 1.392,28 tonnellate di rifiuti pericolosi; la caratterizzazione di Pian Masino il cui piano è stato integralmente realizzato; lo smaltimento del Solfato Giallo, con i lavori di insaccamento, trasporto a smaltimento di tutto il materiale a deposito temporaneo all’interno dell’ex stabilimento, della cromite contaminata e delle terre contaminate; la progettazione e realizzazione di un diaframma e di un muro perimetrale in località pian Masino; le progettazioni per il barrieramento fisico e la bonifica dei suoli e della falda con le indagini propedeutiche alla progettazione; la bonifica degli arenili con il ripascimento strutturale, realizzate nel 2010 ad Arenzano e nel 2011 a Cogoleto con l’asportazione dalle rispettive spiagge di 5 mila e 24 mila metri cubi di sabbia contaminata mentre sono stati stesi rispettivamente 28 mila e 78mila metri cubi di sabbie da ripascimento; la messa in sicurezza della parete rocciosa e la messa a regime idraulica della discarica di Molinetto, attraverso il ripristino o la sostituzione di reti paramassi e il completamento del tratto dei canali di gronda. Gli interventi attualmente in corso sono: il mantenimento delle attività di messa in sicurezza di emergenza delle acque di falda con interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.

L’attività è effettuata dal luglio 2007 e sarà garantita fino al termine dello stato di emergenza, il 31 dicembre 2014, ma, essendo indispensabile per evitare lo svasamento a mare di Cromo esavalente, dovrà proseguire senza soluzione di continuità anche successivamente. Lo smantellamento dell’area nord dell’ex stabilimento Stoppani verrà effettuato attraverso la decontaminazione e la demolizione delle strutture fatiscenti. Anche la discarica di Molinetto sarà interessata da un intervento di messa in sicurezza che interessa un’area di circa 24.000 mq per isolare i rifiuti dall’ambiente circostante e limitare l’infiltrazione delle acque ed evitare la conseguente formazione di percolato all’interno del corpo della discarica. I lavori sono cominciati il 19 giugno scorso e termineranno il 30 settembre 2015 nell’area nord e il 31 dicembre 2016 nella discarica di Molinetto. In programma ci sono ancora l’intervento di revisione e ammodernamento dell’impianto di depurazione Eco2, lo smaltimento di rifiuti non conferibili a Molinetto prodotti durante lo smantellamento avviato e la demolizione delle strutture residuali all’interno del sito. Per l’esecuzione di questo intervento è stata presentata la richiesta di finanziamento al Ministero dell’Ambiente. La quantificazione economica del danno ambientale prodotto dalla fabbrica Stoppani è stato quantificato in circa un miliardo e 250 milioni di euro dalla Corte di Cassazione. Pur sapendo che ad oggi il percorso non è concluso – infatti la questione è nuovamente rimessa al Tribunale fallimentare di Milano – la sentenza che ha accolto il ricorso del Ministero dell’Ambiente e del commissario delegato in merito agli oneri per la messa in sicurezza, costituisce un importantissimo passo nella vicenda dell’ex Stoppani.