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Vince la noia, Genoa e Bologna si accontentano dello 0-0

Stadio Luigi Ferraris. Ancora tre partite alla fine del campionato, per il Genoa due di queste sono da giocare al Ferraris. Si comincia dalla sfida con il Bologna, affamato di punti indispensabili per la permanenza in serie A. Il Grifone non è però intenzionato a fare sconti, specie dopo l’indigesto pareggio di Bergamo con l’Atalanta. Questo l’unici scelto da Gasperini: Perin in porta, Marchese, Burdisso e Antonini in difesa, Vrsaljko, Sturaro, Bertolacci e Antonelli in mediana con Sculli e Fetfatzidis a supporto di Gilardino. Gli emiliani di Ballardini (applauditissimo) rispondono affidandosi in attacco alle intuizioni di Bianchi e Konè. Sugli spalti, nella Nord, la contestazione: dito puntato contro il solito Milanetto.

Arbitra Guida. I primi minuti passano senza scossoni, troppo timide le conclusioni di Bianchi da una parte e Sculli dall’altra. Al 15’ Gasperini è costretto a richiamare in panchina Sturaro (toccato duro da Cherubin), al suo posto Cofie. Cambia poco o nulla, la gara non decolla, anzi. La punizione di Lazaros è buona sola per le aspettative create, la mira non è un granché. Nemmeno i risultati che provengono dagli altri campi, con il Catania in vantaggio sulla Roma e il Livorno a pareggiare lo scatto dell’Udinese, scuotono il Bologna che proprio con queste squadre si contende la salvezza: rossoblù (ospiti) arroccati in difesa e grifoni comunque poco interessati a sfondare.

Al 33’ Burdisso stende Bianchi al limite, per Guida basta il giallo. Quando Marchese spara verso la porta di Curci e colpisce la traversa il guardalinee ha già alzato la bandierina da un pezzo. Il Genoa prende coraggio e al 41’ spreca con Antonelli: l’esterno sparacchia sul portiere bolognese da ottima posizione. Poi qualche mischia e qualche colpo proibito. Nulla di più, il primo tempo si chiude sullo 0-0.

La ripresa comincia (si fa per dire, siamo al 56’) con Bianchi che a tu per tu con Perin spara alto guadagnandosi le maledizioni dei propri tifosi. Al 18’ Gasperini cambia ancora: fuori Vrsaljko, dentro Konate con Sculli ad arretrare sulla linea dei centrocampisti. Apprezzabile solo per il gesto la rovesciata di Konè.

Il Genoa spende l’ultimo cambio al 31’ con Sculli che lascia il posto a Centurion. Un batti e ribatti nell’area del Bologna, non ne esce nulla di buono. E il pubblico si spazientisce. Ben più pericoloso il contropiede ospite con Bianchi che imbecca il liberissimo Paponi: Perin è strepitoso. Novanta minuto di noia. Il pubblico del Ferraris merita altro. I fischi non lasciano spazio alle intepretazioni.