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Cronaca

Vince alle slot, lo psichiatra: “Mosca bianca, nel Tigullio la piaga della dipendenza. Il gioco online insidia più pericolosa”

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Chiavari. Sta destando scalpore il caso del gestore di un locale di Sestri Levante che ha vinto 178 mila euro alle slot. Questa vincita, infatti, potrebbe rappresentare uno specchietto per le allodole, soprattutto per chi spera di poter risolvere i propri problemi economici e per chi è già dipendente dal gioco d’azzardo.

“La pubblicità di questi casi, che vengono urlati sui giornali, in radio o in televisione, può essere molto pericolosa perché potrebbe dare l’illusione che sia molto facile vincere, quando è tutt’altro che così – spiega lo psichiatra Claudio Queirolo, referente gioco d’azzardo patologico per la Asl 4 Chiavarese – in realtà il vincitore in questione è una mosca bianca, un caso praticamente unico tra tutti quelli che giocano e finiscono per rovinarsi”.

La piaga del gioco d’azzardo è intatti sempre più dilagante. “Una volta mi occupavo praticamente da solo di questo problema, mentre oggi abbiamo un’equipe, composta da due psicologi, un’assistente sociale e un’infermiera, che lavora a pieno ritmo – prosegue lo psichiatra – nella Asl 4 abbiamo un caso nuovo di dipendenza un giorno sì e un giorno no e i dati sono destinati anche a peggiorare”.

Sicuramente la crisi ha il suo peso, perché ci sono persone che sperano e credono di poter migliorare la propria condizione economica attraverso il gioco e la dipendenza è sempre dietro l’angolo. “La tipologia dei nostri pazienti è molto varia – spiega ancora il dottor Queirolo – si passa dalla vecchietta che si gioca tutta la pensione al professionista”.

Intanto, a Genova e in diversi Comuni del Tigullio sono state fatte leggi apposta per evitare il dilagare del gioco d’azzardo, soprattutto limitando l’apertura di nuove sale. “Il problema è che ne esistono già molte e poi c’è un’insidia ancora più preoccupante, cioè il gioco online, che è completamente fuori dal controllo – conclude lo psichiatra – il pericolo è soprattutto per i giovani tra i 20 e i 30 anni e il rischio di dipendenza è davvero elevato”.

Il messaggio è chiaro, quindi. La pubblicità è molto pericolosa e una vincita non deve assolutamente far pensare che sia tutto oro quello che luccica.