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I “puffi” del Terzo Valico, colazione e pranzo agli operai: tutto gratis. “Debito di 5mila euro, Cociv controlli i subappalti”

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Trasta. Se è vero che il terzo valico, oltre ai disagi per gli abitanti dovrebbe creare almeno un po’ di indotto in Valpolcevera, grazie al via vai di operai che lavorano o lavoreranno nei numerosi cantieri aperti, non tutto fila liscio come dovrebbe. Almeno non è così per Omero Fini e sua figlia Simona, che dallo scorso ottobre gestiscono il Mascalzone latino, un bar tavola calda che sorge proprio in faccia ai cancelli del gigantesco campo base in costruzione a Trasta, che sarà per i prossimi anni una delle “case” degli operai che realizzeranno l’opera.

campo base trasta terzo valico

“A inizio dicembre – racconta Omero – abbiamo firmato una convenzione con due ditte che hanno in subappalto dal Cociv la realizzazione del campo base, la Castaldo spa di Napoli e la Edilsider di Lecco per un totale di circa 25 operai a cui fornivamo colazione, pranzo e la domenica anche cena quando l’albergo dove dormono è chiuso”. Un prezzo “speciale” (11 euro tra colazione e pranzo) e un servizio a detta degli stessi operai più che eccellente, ma poi sono sorti i problemi: “Mentre la ditta di Lecco ci ha sempre pagato regolarmente a fine mese, la Castaldo ha pagato i primi due mesi e poi stop”. Il Mascalzone latino ha fornito i pasti agli operai per altri due mesi, poi ha dovuto gettare la spugna: “Abbiamo più volte sollecitato i pagamenti, ma alla fine i responsabili dell’azienda non ci rispondevano nemmeno al telefono. Ci devono circa 5 mila euro e per una piccola attività come la nostra sono molti soldi. Così gli abbiamo detto che non potevamo più dargli da mangiare gratis”. La conseguenza per il locale è stato che da un giorno all’altro anche la seconda ditta, pur avendo sempre pagato, ha smesso di pranzare al Mascalzone latino: “E’ successo da un giorno all’altro senza alcun preavviso”.

Il proprietario si è rivolto a un avvocato per sollecitare i pagamenti che attende da febbraio: “Non abbiamo avuto altra scelta, ma vorremmo che questa cosa si sapesse anche in Municipio sperando che possano intervenire”. Ma il signor Omero vuole anche fare un appello al Cociv: “Visto che questo del terzo valico è un appalto molto importante a livello di immagine vorrei dire al Cociv che deve controllare bene le sue aziende subappaltatrici, per far sì da un lato che rispettino l’ambiente, dall’altro che rispettino anche le persone e le attività sul posto che gli forniscono servizi.

Sul terzo valico il signor Omero si limita a dire: “Non sono così competente da giudicare un opera di questo genere. Però da operaio penso che se la realizzazione di un’opera porta del lavoro e benessere, va bene anche se qualche danno lo provoca”. E ora il Mascalzone latino attende gli operai del Cociv perché il consorzio si è già informato sui costi per le colazioni ai lavoratori che dormiranno nel campo base: “Speriamo che arrivino, ovviamente, e speriamo che paghino con puntualità”.

Il tentativo di contattare la Castaldo Spa è andato a vuoto. I responsabili oggi non sono presenti, secondo quanto riferito dall’Ufficio amministrativo della ditta.