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Cronaca

Tragedia molo Giano, il cardinale Bagnasco: “Dal cielo i nostri cari ci sono vicini e continuano a volerci bene”

Genova. Con la lettura dei nomi delle nove vittime, Maurizio Potenza, Michele Robazza, Daniele Fratantonio, Davide Morella, Marco De Candussio, Sergio Basso, Giuseppe Tusa, Francesco Cetrola e Gianni Jacoviello, il cappellano militare ha dato il via alle celebrazioni in ricordo della tragedia di molo Giano. Subito dopo si è elevato un commosso applauso spontaneo in una cattedrale gremita, dove tanti cittadini si sono stretti intorno ai parenti, come le autorità militari e civili, il comandante generale delle capitanerie di porto, Felice Angrisano, il comandante della capitaneria di Genova, Vincenzo Melone, il sindaco Marco Doria, il vicepresidente della Regione, Claudio Montaldo, il commissario della Provincia, Piero Fossati ed altre autorità.

“Ci troviamo davanti alla tragica scomparsa dei nostri fratelli che perirono mentre svolgevano il loro lavoro. Per loro siamo qui a pregare il Signore, l’unico che può vedere le cose fino in fondo e può portarli nella sua luce e nella sua pace, dare consolazione ai parenti percossi – ha detto il cardinale Bagnasco durante l’omelia – Le istituzioni e tanti cittadini sono qui per portare un po’ di calore, se possibile, in tanta sofferenza. Tutti abbiamo bisogno di saperci amati, di sentire che qualcuno ci pensa e si cura di noi, è questo il bisogno di tutti e di ciascuno. Alziamo gli occhi al cielo per incontrare gli occhi del Signore, sapendo che la fede è lampada che guida nella notte i nostri passi”.

“Al cuore di chi soffre Dio non dona la spiegazione di tutto, ma offre una presenza, aiuta ad entrare nella storia di Cristo, che abbraccia le nostre tragedie e apre un varco di luce e di speranza e di consolazione. Ci ha preceduto sulla croce perché nelle nostre croci possiamo trovare lui – ha concluso – Cari familiari, cari amici, fratelli e sorelle lasciamoci abbracciare dalle parole del Signore, chiunque crede in Dio ha la vita eterna. Dal cielo i nostri i cari ci vedono, ci sono vicini, continuano a volerci bene, ci chiedono di continuare a camminare nell’amore di Dio”.

Il ricordo è vivo proprio come un anno fa e sul pulpito sono state esposte la mano e la corona della Madonna che era sulla torre dei piloti ed è stata recuperata dal mare.