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Cronaca

Terzo Valico, no tav in corteo tra Ceranesi e Campomorone: “Siamo una comunità che difende il proprio futuro”

Ceranesi. Si è concluso intorno alle 17 il corteo no tav che questo pomeriggio è sfilato per le vie di Campomorone per protestare contro il terzo valico. La manifestazione, a cui hanno preso parte poco meno di 200 persone, ha attraversato Campomorone fino ad arrivare al limitrofo Comune di Ceranesi dove è stato collocato uno striscione. Il corteo, partito intorno alle 15, si è svolto in modo assolutamente pacifico. Un gruppo nutrito di manifestanti è ora ancora in presidio di fronte alle palazzine delle Ferriere che da ieri vengono abbattute per far posto a una strada di servizio per il cantiere del Terzo Valico.

I lavori per l’abbattimento delle abitazioni sul ponte delle Ferriere intanto proseguono dopo che questa mattina erano stati interrotti in seguito al guasto ad un macchinario e dovrebbero terminare – tra demolizioni e rimozione delle macerie – martedì. Tra i partecipanti al corteo il capogruppo in consiglio comunale del M5S a Tursi Paolo Putti e i rappresentanti delle liste Tsipras e M5S per il Comune di Campomorone, la cui amministrazione va al rinnovo alle elezioni di questo mese.

“L’abbattimento della Ferriera e tutti i conseguenti disagi, sono una piccola parte di ciò che accadrà se lasceremo costruire questa grande opera, inutile e imposta” scrivono i No tav in un volantino che hanno distribuito al corteo di oggi.

“La macchina dell’alta velocità è estremamente forte – dicono – dalla sua parte ha schierate le lobby di potere, il consenso e l’indifferenza di chi non vuole aprire gli occhi. È successo perché è difficile abbandonare la convinzione che “tanto lo costruiranno”, che è impossibile mettersi di mezzo e decidere per le proprie vite, per la propria salute e il proprio futuro. Grazie a questa triste convinzione ci hanno sottratto le montagne, le piazze e la comunità, in cambio hanno costruito città disumane, dove viviamo separati, disabituati a incontrarci e discutere, e di conseguenza allontanati anni luce dalla possibilità di decidere”.

“In questi due anni di esperienza di lotta al Terzo Valico – concludono – abbiamo scoperto con piacere che contrastare le imposizioni è possibile. Vivendo il territorio e difendendolo, abbiamo assaporato una diversa concezione di progresso ben distante da quella che continuano a spacciarci come unica possibilità di futuro. Riscoprirci comunità è un’opportunità che non abbiamo intenzione di lasciarci sfuggire”.