Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

“Tari e quali. Cambia solo il nome”. Tassa sui rifiuti, Ascom: “A Genova vera e propria stangata”

Più informazioni su

Genova. Un timore che, almeno secondo Ascom-Confcommercio, si prepara a diventare certezza. I rappresentanti dei pubblici esercizi, si preparano insomma ad “assistere alla replica de La Stangata” riguardo alla Tari, il nuovo tributo sui rifiuti che ha sostituito la Tares.

“In prima battuta – afferma Alessandro Cavo, membro di Giunta ASCOM e Presidente FEPAG, la Federazione dei Pubblici Esercizi aderente ASCOM – ci preme sottolineare quanto sia incongrua la ripartizione del gettito TARI tra utenze domestiche ed utenze non domestiche se correlata all’effettiva produzione dei rifiuti in quanto non ci risulta verosimile che le imprese possano sostenere anche una quota parte dei costi dei rifiuti prodotti dalle altre utenze. La ripartizione percentuale dell’onere complessivo della TARI dovrebbe tenere infatti conto dell’effettiva produzione quantitativa di rifiuto delle imprese genovesi, sicuramente inferiore”.

“Acclarato che la base imponibile della TARI – gli fa eco Luca Rossetti, Presidente Federfiori ASCOM Genova – viene determinata per la copertura integrale degli oneri del servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati a smaltimento, sollecitiamo un’operazione di trasparenza pubblica che consenta a tutti i contribuenti di essere informati sugli elementi qualitativi e quantitativi dei costi del gestore unico (AMIU) in rapporto alla qualità del servizi resi. Preso atto che il gettito è direttamente correlato al piano finanziario di AMIU, con la presente, come abbiamo avuto modo di sostenere in altre occasioni, chiediamo di avere copia del piano finanziario di AMIU, fondamentale per valutarne la congruità, strettamente funzionale alla determinazione del gettito TARI”.

“Infatti – prosegue Cavo – la TARI rappresenta una tariffa a fronte dell’erogazione di un servizio, esercitato sulla base del contratto di servizio stipulato con il Comune di Genova, in regime di monopolio da parte della Società AMIU a totale partecipazione pubblica. Chiediamo che la determinazione delle relative aliquote venga effettuata in modo più equilibrato rispetto alla TARES, compatibilmente alla normativa nazionale, con particolare riguardo nei confronti delle categorie commerciali più penalizzate dalla TARES 2013”.

“Al riguardo – conclude Rossetti – occorre notare, come già in occasione della TARES 2013, che la tariffa vigente nel Comune di Genova risultava già patologicamente superiore ad altri Comuni capoluogo di provincia. In attesa degli approfondimenti richiesti in tempi brevi, chiediamo all’Amministrazione comunale genovese, di sospendere dei tempi di riscossione relativi alla TARI 2014”.