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Cronaca

Scajola, l’omicidio Biagi e le carte sequestrate: a Bologna si indaga per omicidio per omissione

claudio scajola

La Procura di Bologna ha riaperto l’inchiesta archiviata sui comportamenti omissivi di funzionari di Stato nella revoca della scorta al giuslavorista Marco Biagi, ucciso dalle Br il 19 marzo 2002. L’ipotesi di reato è omicidio per omissione.

L’inchiesta è derivata anche da documenti sequestrati nell’inchiesta sul conto dell’ex ministro Scajola. L’omicidio per omissione è una ipotesi di reato più grave dell’omissione semplice.

E’ prevista dal 2/o comma dell’art.40 codice penale: “Non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo”. In pratica il procuratore Roberto Alfonso e il sostituto Antonello Gustapane, titolari del fascicolo, ipotizzano che chi sapeva delle minacce a Biagi non fece quello che era in suo potere e dovere per porlo al riparo dai propositi eversivi delle nuove Br.

L’inchiesta è attualmente contro ignoti. I titolari del fascicolo, il procuratore Roberto Alfonso e il sostituto Antonello Gustapane, devono individuare prima di eventuali iscrizioni al registro degli indagati chi avesse l’obbligo giuridico di impedire l’evento, cioè l’uccisione del giuslavorista.

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