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Cronaca

Piaggio Aero, occupata la fabbrica di Sestri Ponente: “Di qui non esce una vite, Burlando ritiri la firma dall’accordo”

Genova. Assemblea permanente e sciopero a oltranza, fino all’incontro con il governo fissato per il prossimo 12 maggio. In contemporanea, blocco di di tutte le portinerie. Lo stabilimento di Piaggio Aero a Sestri Ponente è ufficialmente occupato, come deciso dai lavoratori riuniti da questa mattina in assemblea.

“Non si lavora, non si produce niente, non si fa uscire neanche una vite”, spiega Bruno Manganaro, segretario Fiom Genova.

La linea “dura” è la risposta a quanto successo mercoledì a Savona, nella sede di Confindustria, quando i sindacati hanno abbandonato il tavolo della trattativa, di fronte al muro contro muro opposto da Piaggio Aero che ha sostanzialmente confermato il piano industriale, con esternalizzazioni e la chiusura del sito produttivo di Sestri.

“L’atteggamento dell’azienda è provocatorio – sottolinea il segretario Fiom – non disposti a nessuna trattativa, hanno dato uno schiaffo ai lavoratori e, credo, a tutta la città di Genova e alle istituzioni”.

A questo punto l’assemblea dei lavoratori chiede alla Regione Liguria e al suo presidente di “ritirare la firma dell’accordo di programma e dire che, di conseguenza, il trasferimento a Villanova d’Albenga non ha nessun valore”.

“I lavoratori ci stanno mettendo la faccia, con le molte ore di sciopero – continua Manganaro – è ora che le istituzioni facciano la loro parte. Se necessario domani andremo in consiglio, ma la Regione deve fare un atto, lo chiede lo stabilimento di Sestri Ponente”.

Il Governatore, di fronte all’occupazione di una fabbrica, è disposto a togliere la firma? E’il messaggio-appello lanciato in direzione di Piazza De Ferrari perché “non possono essere sempre i lavoratori a rimetterci, mentre le istituzioni, garanti dell’accordo, rimangono ferme”.

“Ci auguriamo che domani il consiglio prenda una decisione e risponda all’appello positivamente – conclude Manganaro – altrimenti continueremo la battaglia, ma, certo, per noi, si tratterebbe di un altro schiaffo, questa volta dalla Regione”.