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Ospedale del Ponente- Nuovo Galliera: due progetti e pochi soldi. Ipotesi Erzelli, Doria: “Solo con la funicolare”

Genova. Fatta salva la premessa che un nuovo ospedale al servizio del Ponente e della Valpolcevera “è una priorità”, a fronte di un’esplicita domanda della Regione, per il Comune di Genova, come ribadito oggi dal sindaco Marco Doria in Aula Rossa, “non ci sono preferenze aprioristiche, ma occorre valutare pro e contro di entrambe le localizzazioni”. Da una parte l’area di Villa Bombrini, dall’altra Erzelli, l’ipotesi arrivata in un secondo tempo a sparigliare le carte già fumose dell’eventuale costruzione ospedaliera che il Ponente aspetta da anni, mentre, nel frattempo, si è visto chiudere presidi chiave sul territorio, dall’ospedale di Busalla al Gallino di Pontedecimo.

Di qui lo studio comparativo sui due siti affidato a Infrastrutture Liguria e Filse. “In entrambi i casi la proprietà è in parte pubblica e in parte privata – ha ricordato oggi Doria – ma nell’area Bombrini insistono oggi attività economiche con addetti che dovrebbero essere rilocalizzati, a Erzelli invece non ci sono attività”.

Poi la questione bonifica: nella zona attigua a Villa Bombrini aveva sede Ilva, quindi “si renderebbe necessaria una bonifica o comunque il trattamento dell’area, che implica costi non previsti per Erzelli”, ha sottolineato il sindaco. A far pendere la bilancia c’è, elemento non da poco, il nodo trasporti.

“Ad oggi è più facilmente raggiungibile Villa Bombrini – ha detto ancora Doria – ma il progetto di rifacimento delle stazioni prevede in futuro, da un lato, una fermata in zona, dall’altro lo spostamento dell’attuale stazione ferroviaria di Cornigliano più vicina all’aeroporto”. Doria possibilista dunque sull’ipotesi Erzelli ma solo “se e quando sarà previsto l’impianto di risalita in progettazione fino alla collina, che dovrà avere una capacità paragonabile alla linea 18 che porta all’ospedale San Martino. Solo allora potremo mettere sui piatti della bilancia le due ipotesi”, ha concluso rispondendo all’interrogazione in consiglio comunale.

“Costruire un ospedale senza un’adeguato sistema di trasporto pubblico penso sia veramente sbagliato – ha commentato Antonio Bruno – la funicolare è un’incognita così come lo è la sua portata. Su questo punto servono dati certi, inoltre mi pare molto più baricentrica l’area Bombrini, più filo costa, piuttosto che una zona collegata ad aeroporto e al casello autostradale ma che presuppone una mobilità viabilistica e non con le auto”.

Clizia Nicolella, consigliere comunale della Lista Doria, ha posto l’accento su un altro aspetto del problema. Prima di parlare di Erzelli o Villa Bombrini va programmata l’assistenza territoriale nei prossimi vent’anni “perché hanno chiuso anche ospedali nuovi, ma i fondi per l’assistenza territoriale sono stati dirottati altrove”.

Il dito puntato è contro il Nuovo Galliera e quei 50 milioni di euro destinati al nuovo progetto. “Il quadro globale delle risorse per l’edilizia ospedaliera non è tale da consentire la pianificazione di due ospedali – spiega Nicolella – non ci sono risorse per entrambi. I 50 milioni per il nuovo Galliera pregiudicano l’ospedale del Ponente ovunque lo si voglia costruire”.

Quanto alla posizione possibilista del sindaco su Erzelli “lì si sta facendo un investimento tecnico e scientifico non ancora realizzato del tutto, l’ospedale potrebbe contribuire a implementare il carico scientifico della collina che stenta a partire – continua Nicolella – Tra Erzelli e Bombrini noi siamo favorevoli all’ipotesi dell’ospedale – sottolinea l’esponente della Lista Doria – perché il Ponente è in grandissima sofferenza riguardo ai posti letto, e di qui a 20 anni dobbiamo avere in mente un sistema in grado di reggere la grande ondata di anziani in arrivo”. Ci vogliono, cioè, ospedali efficienti ma anche il servizio territoriale. “Il piano sanitario, invece, è fermo al triennio 2009-2011, e questo pregiudica fortemente la destinazione delle risorse – conclude Nicolella – Prima di tutto ci vuole un piano che preveda finanziamenti agli ospedali e al territorio, poi decideremo le collocazioni”.