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Murales, la street art si fa “in regola”: il Muncipio Centro Ovest lancia le nuove linee guida foto

Sampierdarena. C’è Dozza, in Emilia, Vernante in Piemonte, denominato “il paese di Pinocchio”, il villaggio sardo di Fluminimaggiore e quello di Orgosolo. Ma senza andare troppo lontano, restando in Liguria, tra turismo e storia, ci sono quelli famosi di Riomaggiore. E ora anche Genova, o meglio un suo Municipio “apre” ai murales.

Il parlamentino del Centro Ovest ha infatti deliberato ieri “criteri e linee guida per la realizzazione di murales nell’ambito territoriale di competenza”. Un regolamento – anche se di fatto non lo è perché il Comune di Genova, in materia, non è ancora dotato – frutto di un confronto durato mesi, e che, alla fine, ha visto il placet di tutte le forze politiche, dalla Lega a Sel, da Forza Italia al Pd.

L’idea partita dal consigliere municipale democratico Igor Turatti e poi allargata a maggioranza e opposizione, è nata dopo le polemiche scoppiate sui murales di via di Francia e ancora prima di via Cantore, per rispondere così “all’esigenza di dare regole certe sul tema”.

Poco più di un mese fa proprio l’opera sui piloni della sopraelevata dedicato a Mattia Medici, il giovane deceduto in un tragico incidente stradale, aveva innescato un “casus belli”, cancellato alla fine da Aster su ordine della Digos nonostante il dispiacere della famiglia e con il Municipio tenuto all’oscuro. Anche il murales in via Cantore dedicato alla memoria di Vincenzo Spagnolo, poco meno di un anno fa, era balzato agli onori della cronaca.

Tra favorevoli e contrari, tra legalità e illegalità, la questione murales, almeno nel Centro Ovest, è sempre stata dibattuta. “Le linee guida nascono per dare un punto di riferimento a chi desideri fare murales legalmente e, dall’altro lato, per dare una copertura istituzionale alle opere”.

Nel dettaglio: le opere dovranno infatti essere in “attinenza con la storia e/o attualità culturale, sociale, paesaggistica o legati al contesto urbano del territorio municipale”, mentre non saranno accettate “offensive, contrarie all’ordine pubblico, al buon costume e inneggianti all’illegalità”. Chi potrà proporre i murales? Tutti, dalle associazioni culturali e scuole ai singoli, purché maggiorenni. Per poterli realizzare, l’autore dovrà presentare al massimo tre bozzetti che “illustrino in maniera dettagliata” e il “più fedele possibile” (colori e luoghi, compresi) l’opera. Sarà poi la Giunta municipale, con l’ausilio se necessario di esperti, a valutare le proposte grafiche “tenendo conto della qualità artistica e dei contenuti comunicativi”.

L’eventuale parere positivo dovrà poi passare il vaglio del consiglio municipale, in caso di approvazione sarà poi l’area tecnica del Municipio ad avviare l’istruttoria della fattibilità dell’opera, con analisi di eventuali vincoli della Sopraintendenza e previa valutazione della tutela paesaggistica. (per i dettagli si veda il testo completo)

Nel tentare di regolamentare writers e street art, il parlamentino del Centro Ovest fa da apripista anche al resto della città, con il Comune già pronto a prendere spunto, ma, a giudicare dai commenti in rete, le polemiche non finiranno qui.