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Politica

Moni Ovadia a Genova: “La lista Tsipras? Buon senso rivoluzionario”. E su don Gallo: “Manca paurosamente”

Genova. “Certo manca paurosamente”. Moni Ovadia, al Carmine, a pochi passi dalla chiesa di Don Gallo, un anno dopo la sua morte. “Manca l’aria che muove, il suo sorriso, le sue parole, quel suo essere scanzonato e sarcastisco”, si racconta Ovadia, a Genova per la campagna elettorale che lo vede in lista per le Europee nella lista Tsipras.

“Ma, come diceva il poeta Rabboni – cita – noi siamo una comunità di morti e viventi. Questo non vuol dire fare il culto dei morti: coloro che non ci sono più sono comunque con noi, non passa settimana che non mi ritrovi a parlare di don Gallo. Eravamo legati non solo da una passione comune, ma da un’intimità personale. Due le rivoluzioni per noi, quella sociale e quella spirituale e, in questa, il Gallo era maestro assoluto”.

“Il Gallo – ricorda ancora Ovadia – ha fatto tutte le lotte per la giustizia sociale, il nostro centro radiante, per lui non era solo questione di politica, anche di quella buona, la sua marcia in più era un’altra: queste battaglie ha cominciato a farle 2000 anni fa, come fosse stato in presenza del Cristo e avesse preso da lui il messaggio, io essendo ebreo nel mio piccolo ho cominciato a farle 4000 anni fa, prendendo da un balbuziente che si chiamava Mosè e che ci ha detto ‘dalla parte degli oppressi, della libertà, della giustizia sociale, della centralità dell’essere umano contro tutti gli idoli’. Don Gallo lo sapeva bene, finché non stai dalla parte degli ultimi non potrai mai redimere il mondo”.

E a proposito di rivoluzione, nel segno di Mandela, con gli ultimi giorni di campagna elettorale si ritorna all’attualità. “La lista Tsipras propone cose molto forti e molto di buon senso – ricorda il candidato Ovadia – per dirla con uno slogan, il buon senso rivoluzionario”.

“Siamo europeisti convinti, vogliamo un Europa unita, politica, con una costituzione votata dai cittadini, e in questo quadro l’euro sarebbe la moneta di una nazione, non questa roba a metà che crea problemi”.

Poi la proposta di 100 miliardi di euro all’anno per almeno 10 anni per “creare veri posti di lavoro, nuove aziende o per riattivare quelle in crisi”, la separazione tra banche commerciali e finanziarie, l’Europa continente di pace, e una sola politica europea di difesa e di politica estera, rinegoziazione del debito, economia verde, investimento sul riassetto del territorio. “Si siamo estremisti, vogliamo che i nostri bambini bevano acqua pulita e abbiano cibo sano, la lista apre un nuovo orizzonte. Non abbiamo dietro nessuno, siamo solo noi con un gruppo di candidati formidabili e un think tank da fare paura”.