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Cronaca

L’ex ministro Claudio Scajola arrestato dalla Dia: avrebbe tentato di agevolare la fuga di Matacena

claudio scajola

Liguria. Agg.h.10.32. Scajola, secondo l’accusa, avrebbe aiutato Matacena a sottrarsi alla cattura in virtù dei rapporti che ha con la sua famiglia. Avrebbe cercato di fare uscire Amedeo Matacena da Dubai, dove si trova attualmente, per farlo andare in Libano dove sarebbe stato al sicuro dall’arresto per l’esecuzione pena per la condanna a 5 anni subita per concorso esterno in associazione mafiosa.

La Dia di Reggio Calabria ha arrestato l’ex ministro Claudio Scajola mentre era in un noto albergo della capitale.

Otto i provvedimenti complessivamente eseguiti stamani. Tra gli arrestati, figurano persone ritenute legate al noto imprenditore reggino ed ex parlamentare Amedeo Matacena, anch’egli colpito da provvedimento restrittivo insieme alla moglie Chiara Rizzo ed alla madre Raffaella De Carolis. Matacena è latitante, dopo una condanna definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa.

La Dia sta eseguendo numerose perquisizioni in Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Lazio, Calabria e Sicilia, oltre a sequestri di società commerciali italiane, collegate a società estere, per un valore di circa 50 milioni di euro.E’ stata Roberta Sacco, la storica segretaria di Claudio Scajola, arrestata stamani a Imperia, a accompagnare nell’ufficio di via Matteotti gli uomini della Dia. Intanto, secondo quanto appreso, è in corso anche la perquisizione della villa di Scajola, sulle colline di Imperia.

Secondo le prime informazioni, Scajola avrebbe aiutato l’ex parlamentare Amedeo Matacena a sottrarsi alla cattura per l’esecuzione pena dopo essere stato condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa. L’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Catanzaro, Olga Tarzia, parla di una sempre “maggiore spregiudicatezza” nelle conversazioni intercettate dagli investigatori della Dia e relative ai contatti tra l’ex ministro Claudio Scajola e la segretaria Chiara Rizzo. Il 12 dicembre del 2013 Scajola contatta la Rizzo per coinvolgere, quale sua portavoce, nell’operazione finanziaria relativa ai beni di Matacena la sorella Maria Teresa. “Dopo un paio di ore – scrive il Gip – si registra la presenza di un nuovo contatto tra lo Scajola e la Rizzo, con sempre maggiore spregiudicatezza”.