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Legge elettorale, la proposta del gruppo Pd in Regione: “Via il listino, parità di genere, rappresentanza ai territori”

giovanni lunardon

Genova. Il Gruppo PD in Regione ha depositato ieri la sua proposta di legge elettorale regionale, condivisa con il PD regionale. Elementi caratterizzanti della proposta sono: l’abolizione del listino, l’introduzione della doppia preferenza di genere con alternanza di candidati uomo-donna nelle liste e la garanzia di rappresentanza territoriale per tutti i collegi. I seggi verranno assegnati con lo stesso meccanismo previsto per le elezioni comunali, assicurando la governabilità lungo tutta la legislatura.

La proposta è stata illustrata ai giornalisti questa mattina durante una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il Capogruppo PD in Regione Nino Miceli e il Segretario Regionale del PD Giovanni Lunardon.

“Partendo da una bozza elaborata a febbraio, in queste settimane ci siamo confrontati prima con le forze della maggioranza e a seguire con quelle dell’opposizione” spiega il Capogruppo Miceli.

La legge elettorale rappresenta infatti il quadro delle “regole del gioco” e anche per legge deve essere condivisa largamente in Consiglio. Per essere approvata deve ottenere i 2/3 dei voti, vale a dire 27. “In questo momento – prosegue Miceli – non ci sono ancora le condizioni per un testo unitario, ma la nostra proposta rappresenta una buona base per il lavoro che verrà fatto in commissione e che ci auguriamo porterà a raggiungere la maggioranza qualificata necessaria”.

La proposta targata PD prevede l’abolizione del listino, elemento che ha ottenuto un consenso unanime di tutte le forze politiche. Altri elementi qualificanti della proposta di legge sono: la doppia preferenza: gli elettori dovranno scrivere sulla scheda nome e cognome del candidato prescelto e potranno esprimere fino a due preferenze, votando un uomo e una donna; la rappresentanza di genere: le liste andranno compilate alternando uomini e donne, in modo da garantire la maggiore rappresentanza possibile a ciascun genere; la garanzia della governabilità: chi vince eleggerà 18 consiglieri su 30, mentre 12 saranno i consiglieri di opposizione. Il meccanismo di attribuzione dei seggi ricalca in questo il sistema per l’elezione dei sindaci; la rappresentanza dei territori: dato il numero di seggi attribuiti alla maggioranza e all’opposizione in base ai risultati del voto, gli eletti verranno stabiliti assicurando la rappresentanza di tutti i 4 collegi elettorali.

Sottolinea il Segretario regionale del PD, Giovanni Lunardon: “E’ nostra ferma volontà arrivare alle prossime elezioni con una nuova legge elettorale con 3 obiettivi: cancellare il listino dei nominati, garantire la governabilità alla futura amministrazione regionale e affermare quella che riteniamo una norma di civiltà: la parità di genere nelle liste e tra gli eletti. In queste settimane abbiamo sviluppato una approfondita discussione sia nella maggioranza sia con le forze di minoranza. I punti di contatto su questi obiettivi per noi fondamentali sono molti e quindi siamo fiduciosi di arrivare in tempi ragionevoli a trovare l’accordo su un testo unitario sulla base della più ampia  maggioranza possibile in seno al consiglio regionale, come è giusto che sia per la legge elettorale. Il nostro testo non è solo un punto di partenza ma un documento già piuttosto avanzato su cui è possibile lavorare ancora per trovare la più larga convergenza. Presto come gruppo daremo un altro segnale importante sui costi della politica. Non abbiamo intenzione di arrivare al voto nel 2015 senza aver ridato ai cittadini liguri la possibilità di scegliersi tutti i propri rappresentanti e senza aver dato doverosi segni di sobrietà che oggi sono richiesti alla politica a tutti i livelli”.