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Economia

IMU e TASI, in attesa della TARI. Genova: guida nella jungla delle tasse sugli immobili

Genova. La delibera sulla IUC, Imposta unica comunale, è stata finalmente approvata questo pomeriggio dalla giunta del Comune di Genova e dovrebbe arrivare in consiglio nelle prossime ore. Un provvedimento che arriva poco più di un mese prima della scadenza del 16 giugno, giorno in cui scadrà il termine utile per pagare, senza sanzioni, le tasse legate agli immobili. Orientarsi, in una vera jungla di nomi, è però alquanto difficile. Ecco quindi una breve guida per scoprire come e quanto dovranno pagare i cittadini genovesi.

Iniziamo dalla “vecchia” IMU. Non esiste più per le prime case e le relative pertinenze (box e cantine, al massimo uno per categoria catastale), rimane invece per le abitazioni principali di lusso (categoria A1, A8 e A9), per gli immobili diversi (ad esempio seconde case o appartamenti dati in uso gratuito ad un parente), così come per i capannoni e gli immobili ad uso industriale. Non cambiano le aliquote rispetto all’anno scorso: 10.6 per mille per le seconde case e simili, 5.8 per mille per le abitazioni di lusso, 8.5 per mille per gli immobili affittati a canone concordato. Il tutto andrà calcolato sulla rendita catastale rivalutata del 5% e poi ancora moltiplicata a seconda del tipo di immobile (nel caso abitazioni, cantine e box va moltiplicata per 160).

Poi c’è la TASI, Tassa su servizi indivisibili comunali, con cui si pagherà ad esempio la manutenzione del manto stradale o l’illuminazione pubblica. Andrà versata dai possessori di prima casa non di lusso (da A2 a A7) e relative pertinenze. Per legge l’aliquota ordinaria è del 2.5 per mille sulla rendita catastale, fatta salva la possibilità per i singoli comuni di aumentarla dello 0.8 per coprire detrazioni per alcune categorie, fino ad arrivare al 3.3 per mille. E’ il caso di Genova: “La legge di stabilità – ha spiegato l’assessore al Bilancio Franco Miceli – non prevedeva alcuna detrazione e creava un effetto abnorme: chi non pagava l’Imu avrebbe pagato la Tasi. Abbiamo deciso per un’aliquota al 3.3, quindi concedendo detrazioni decrescenti al crescere della rendita catastale”.

Sono appunto le detrazioni la novità della TASI. Per rendite catastali fino a 500 euro ne risparmieremo 114, esentando con tutta probabilità chi già non pagava l’IMU. Chi invece pagava già prima vedrà un progressivo risparmio. Per rendite da 500 a 700 la detrazione sarà di 80 euro, di 50 euro da 700 a 900. Oltre i 900 euro potrà rimanere l’ultimo scaglione di detrazione (50 euro) nel caso in cui il nucleo familiare del proprietario presenti un reddito Isee pari o inferiore a 15mila euro. Infine le detrazioni per i figli. La legge le ha abolite, il Comune di Genova ha deciso di reintrodurle: per ogni figlio convivente con età inferiore a 26 anni e fiscalmente a carico ci sarà un bonus di 25 euro fino a 500 euro rendita, di 20 euro da 500 a 700, di 15 euro da 700 a 900 e infine sempre di 15 euro con rendite oltre i 900 se in possesso di un reddito Isee fino a 15mila euro.

L’ultimissimo capitolo riguarda la TARI, la nuova Tassa sui rifiuti: il Comune di Genova non ha ancora deliberato in merito, ma promette di provvedere nelle prossime settimane.