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Cronaca

Genova, inquinamento navi in porto: monitoraggio sperimentale sui traghetti

porto di genova terminal traghetti

Genova. Chiunque passi sulla sopraelevata di Genova in un tramonto estivo conosce il problema: traghetti fermi in porto, dai camini delle navi sbuffi più o meno densi e persistenti, che vanno in aria sospinti dalle correnti. Come riuscire a limitare l’impatto delle navi sulla qualità dell’aria?

Se lo è chiesto la Capitaneria del Porto di Genova, che già da diversi mesi ha coinvolto Arpal e alcune compagnie per cercare di approfondire le conoscenze su un aspetto, per molti versi, non completamente regolamentato dalla normativa di settore.

Se è vero che ci sono precise regole sulla tipologia di carburante da utilizzare in mare e in porto, solo in parte esistono norme sui limiti di riferimento per quanto riguarda le emissioni di sostanze e relative concentrazioni dai fumaioli delle navi.

“Non è solo un forte impegno preso nei confronti dei vari Comitati di quartiere, che si sono rivolti alla Capitaneria di porto per segnalare la problematica delle emissioni in atmosfera delle navi traghetto – ha evidenziato l’Amm. Melone, Comandante della Capitaneria di porto – ma anche e soprattutto un’iniziativa che la Guardia Costiera ha da sempre fatto propria, quella che ci vede coinvolti, insieme all’ARPAL, nell’attività di verifica del rispetto dell’attuale normativa sui combustibili e di ricerca delle migliori strategie per migliorare la qualità dell’aria e dell’ambiente marittimo-portuale”.

Grazie alla disponibilità di Grandi Navi Veloci e Moby, che hanno apportato modifiche strutturali sui traghetti “La Superba” e “Otta”, da lunedì prossimo tecnici specializzati del settore inquinamento atmosferico del Dipartimento di Genova di Arpal inizieranno le misure “a camino” durante le varie fasi della navigazione e le manovre in porto, monitorando i differenti combustibili utilizzati.

“Su nostre indicazioni, è stato praticato un bocchello di campionamento sul fumaiolo di un motore – spiega Rossella D’Acqui, Direttore Scientifico Arpal – da cui sarà possibile misurare gli inquinanti dell’aria quali polveri totali, ossidi di zolfo e azoto, monossido di carbonio e carbonio organico totale. Da quel che mi risulta è la prima volta che in Italia si effettua questo tipo di operazione, frutto dell’eccellente collaborazione con la Capitaneria di Porto, con cui cooperiamo in diverse attività sul mare. Portiamo la nostra esperienza di controllo e monitoraggio a camino per contribuire al miglioramento dell’ambiente”.

Le misure della settimana prossima, che verranno svolte lungo la tratta Genova-Palermo, rappresentano il primo passo di un’operazione più a lungo raggio: l’ambizioso obiettivo è la raccolta di informazioni sulle emissioni in atmosfera prodotte delle navi in attività, al fine di elaborare possibili strategie di mitigazione che possano costituire la base per future implementazioni della normativa e delle “best-practices” di settore, estensibili alle diverse tipologie di imbarcazioni.
Il tema della qualità dell’aria è molto sentito anche nel capoluogo ligure, da tempo al centro di un progetto per l’elettrificazione delle banchine del porto. E da domani via a PM2014, la Sesta edizione del convegno nazionale sul Particolato Atmosferico, che verrà confluire sotto la Lanterna scienziati provenienti da ogni parte d’Italia.