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Cronaca

Genova, dall’Imu alla Tasi: prima rata entro il 16 giugno, aliquota al 3,3 ma con detrazioni

case imu tasi

Genova. I regolamenti Imu e Tasi, comprese le aliquote per il 2014, sono stati approvati oggi a Tursi con 21 voti a favore (maggioranza) e 15 contrari (Fi, Lega Nord, Lista Musso, M5S, Udc e Anzalone del Gruppo Misto).

La prima rata della Tasi, Tassa su servizi indivisibili comunali, con cui si pagherà ad esempio la manutenzione del manto stradale o l’illuminazione pubblica, scadrà, per i genovesi, il 16 giugno: sulla prima casa (da A2 a A7) sarà del 3,3 per mille con detrazioni decrescenti al crescere della rendita catastale, come anticipato la settimana scorsa dall’assessore al Bilancio Franco Miceli: “La legge di stabilità non prevedeva alcuna detrazione e creava un effetto abnorme: chi non pagava l’Imu avrebbe pagato la Tasi. Abbiamo deciso per un’aliquota al 3.3, quindi concedendo detrazioni decrescenti al crescere della rendita catastale”.

Per rendite catastali fino a 500 euro ne risparmieremo 114, esentando con tutta probabilità chi già non pagava l’IMU. Chi invece pagava già prima vedrà un progressivo risparmio. Per rendite da 500 a 700 la detrazione sarà di 80 euro, di 50 euro da 700 a 900. Oltre i 900 euro potrà rimanere l’ultimo scaglione di detrazione (50 euro) nel caso in cui il nucleo familiare del proprietario presenti un reddito Isee pari o inferiore a 15mila euro. Infine le detrazioni per i figli. La legge le ha abolite, il Comune di Genova ha deciso di reintrodurle: per ogni figlio convivente con età inferiore a 26 anni e fiscalmente a carico ci sarà un bonus di 25 euro fino a 500 euro rendita, di 20 euro da 500 a 700, di 15 euro da 700 a 900 e infine sempre di 15 euro con rendite oltre i 900 se in possesso di un reddito Isee fino a 15mila euro.

Entro il 16 dicembre il termine del secondo versamento Tasi.

L’Imu, che non esiste più per le prime case e le relative pertinenze (box e cantine, al massimo uno per categoria catastale), rimane invece per le abitazioni principali di lusso (categoria A1, A8 e A9), per gli immobili diversi (ad esempio seconde case o appartamenti dati in uso gratuito ad un parente), così come per i capannoni e gli immobili ad uso industriale. Non cambiano le aliquote rispetto all’anno scorso: 10.6 per mille per le seconde case e simili, 5.8 per mille per le abitazioni di lusso, 8.5 per mille per gli immobili affittati a canone concordato. Il tutto andrà calcolato sulla rendita catastale rivalutata del 5% e poi ancora moltiplicata a seconda del tipo di immobile (nel caso abitazioni, cantine e box va moltiplicata per 160).

Accolta all’unanimità la richiesta di Cgil, Cisl e Uil, di istituire un fondo sociale per le fasce deboli incapaci di
pagare la Tasi. I criteri di accesso al fondo saranno stabiliti in un confronto tra l’amministrazione e le parti sociali il
prossimo novembre in occasione del saldo di fine anno.