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Economia

Fincantieri in borsa, timori e dubbi tra i lavoratori: lettera al ministro Pinotti

fincantieri riva trigoso, fremm carlo margottini

Riva Trigoso. “Il ministro è favorevole all’entrata in borsa del titolo Fincantieri e ci ha detto che la scelta del Consiglio di amministrazione segue le linee del Governo. Ci ha spiegato che così arriveranno risorse da investire”. E’ quanto emerso dall’incontro avvenuto ieri sera a Casarza Ligure tra Roberta Pinotti e i rappresentati Rsu e i sindacalisti dello stabilimento Fincantieri di Riva Trigoso che hanno consegnato al ministro della Difesa una lettera con tutti i dubbi e gli interrogativi sull’entreta in Borsa dell’azienda.

“Quale quota societaria sarà introdotta in borsa? – si chiede Sergio Ghio segretario Fiom Tigullio – come saranno investiti gli utili se l’azienda non ha ancora presentato un piano industriale? si investirà in Italia o nell’acquisto di cantieri in giro per il mondo?”. I sindacati ricordano poi che l’ingresso in
Borsa è “un’idea fissa” dell’Ad Giuseppe Bono, che l’aveva proposta anche 10 anni fa.

“Un’avventura anche per il futuro occupazionale dei tre stabilimenti liguri a Sestri Ponente, Muggiano e Riva Trigoso”, l’ha definita il capogruppo in Regione Liguria di Fds, Giacomo Conti, che insieme a Fiom e lavoratori ha sempre mostrato contrarietà nei confronti dell’operazione.

“La quotazione in Borsa di Fincantieri è una scelta sbagliata, perché non risponde ad alcuna logica di politica industriale e pare finalizzata esclusivamente a fare cassa”.

“A fare le spese di questa avventura rischia di essere uno dei pochi grandi gruppi industriali rimasti in Italia nonché le migliaia di lavoratori che vi operano. Il tessuto industriale della Liguria è sotto attacco come dimostrano anche le vicende Piaggio Aero, Ansaldo e Agnesi. Sembra quasi che ci sia una precisa volontà di favorire la svendita e il ridimensionamento di ciò che resta dei settori più pregiati della nostra industria”.

Di opposto parere la Uilm. “Il solito copione veterofiommino che la Uilm stigmatizza ritrovandosi nelle medesime posizioni di Roberta Pinotti – ha affermato Mario Ghini, segretario nazionale – La Fiom si metta l’anima in pace e la smetta di evocare fantasmi – ha sottolineato Ghini – perche’ col processo di
quotazione si possano recuperare quei capitali finanziari necessari per investire sul rafforzamento e potenziamento del gruppo sia in campo nazionale che internazionale così come in quello militare e civile. Il governo, l’azienda e i sindacati sono su questa posizione. La Fiom no, ma ce ne faremo una ragione”.