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Politica

Elezioni europee: Briano e Puppato a Genova per parlare di ambiente, sviluppo e politiche UE

Renata Briano

EUROPEE, BRIANO E PUPPATO A GENOVA PER PARLARE DI AMBIENTE, SVILUPPO E POLITICHE UE

Genova. “Valori e priorità dell’agenda europea che riflettano le esigenze dei territori, attenzione ai diritti e allo sviluppo sostenibile e che avvicinino i cittadini ad una Ue capace di politiche attive”.

Così Renata Briano, candidata per il Pd alle prossime elezioni europee del 25 maggio nel collegio Nord Ovest, a margine dell’incontro con Laura Puppato, senatrice democratica, per discutere dei temi della campagna elettorale per l’Europa in un dibattito presso la Passeggiata Libro Caffè di Genova.

“Portiamo avanti un modello di sviluppo nuovo – ha spiegato Briano – che coniughi lavoro e diritto alla salvaguardia del patrimonio ambientale: lo chiamiamo green o blue economy ma non riguarda solo tematiche dell’ambiente. Vogliamo portare in Ue una rivoluzione di metodo che consenta di parlare di sostenibilità non solo a compartimenti stagni, ma trasversalmente”.

“E’ indispensabile pensare – ha aggiunto Laura Puppato, – che questa tornata elettorale può essere determinante per il rilancio dell’Italia in Europa. Per questo le persone che rappresenteranno il nostro Paese a Bruxelles dovranno lavorare per ottenere politiche più forti in ambito Ue sui temi del sociale, del bene comune e dello sviluppo sostenibile. L’Italia non ha colto le opportunità che l’Europa ci ha dato, siamo l’ultimo paese per creazione di lavoro. Nelle istituzioni Ue a noi servono persone che lavorino, che ci rappresentino e che restituiscano al nostro Paese informazioni per creare davvero politiche attive e proattive”.

“Il territorio – continua ancora Briano – ci chiede di essere ascoltato anche in chiave europea. Abbiamo seguito con il ministro Barca i progetti di coesione che riguardano le zone cosiddette “interne”. Il rilancio passa soprattutto da cultura, sicurezza, turismo e politiche ad hoc”.

“L’Italia – conclude Briano – in questi anni si è fatta sentire poco, nel consesso europeo. Dobbiamo invertire la tendenza, chiedere e ottenere aiuti e investimenti su settori strategici e di traino. L’Europa stessa ci dice di non poter intervenire solo nel momento dell’emergenza. Quindi serve uno spirito nuovo, che guardi al modello del “patto dei sindaci”, con la Ue che dialoga direttamente con i territori sulle azioni pratiche, scavalcando burocrazie intermedie. Guardiamo al territorio per le sue istanze, al metodo trasversale perché sostenibilità vada di pari passo con sviluppo, innovazione, tecnologia”.