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Doria e il “condizionale passato” che scontenta tutti: “La nomina di De Gennaro? Non sapevo niente”

gianni de gennaro

Genova. “Ho saputo che Gianni De Gennaro era stato nominato presidente della fondazione Ansaldo solo dopo che il cda si era effettivamente riunito”. Lo ha detto questo pomeriggio in aula rossa il sindaco Marco Doria rispondendo a diverse interrogazioni a risposta immediata poste dai consiglieri della sua lista (Clizia Nicolella ed Enrico Pignone), di Sel (Leonardo Chessa) e della federazione della sinistra (Antonio Bruno). Un lungo intervento, quasi 15 minuti, nel quale il sindaco ha letto la lettera di Luca Borzani che dopo aver ratificato la nomina di De Gennaro quale rappresentante del Comune in seno al cda della fondazione aveva rassegnato le sue dimissioni in seguito alle polemiche scoppiate non appena la notizia era stata diffusa dalla stampa. Dimissioni respinte dal sindaco che ha anche oggi “confermato la fiducia a Borzani”.

“Potrei usare il condizionale passato – è la presa di posizione più esplicita del sindaco “arancione” nel suo infinito discorso – e dire che avrei preferito che le cose nel 2001 fossero andate diversamente, avrei preferito che tutte le persone coinvolte non avessero avuto i riconoscimenti che non sono stato io a dare”. Non una parola nel merito, però, rispetto alla posizione e al nuovo incarico di De Gennaro, che poteva quantomeno a posteriori essere considerata inopportuna per un sindaco eletto da quella parte della città che alle manifestazioni del 2001 ha preso parte, che considera quelle giornate e tutto ciò che è accaduto dopo compresa la mancanza di scuse da parte dell’allora capo della polizia una ferita aperta e che è in questi giorni ha apertamente espresso il suo sdegno.

A rimanere delusi sono in primo luogo i consiglieri della lista Doria che con l’intervento di Clizia Nicolella avevano chiesto al sindaco “una posizione politica ferma e decisa contraria a questa nomina”.

“Il condizionale passato, che caratterizza il periodo ipotetico dell’irrealtà – replica la consigliera al termine dell’intervento di Doria – non si addice a un sindaco. E’ gravissimo che il sindaco non sia stato informato della nomina e questo atteggiamento sembra una replica della stessa arroganza con cui fu impostato l’ordine pubblico di allora”.

Ma per i consiglieri della liste del sindaco è grave che, seppur a posteriori, il sindaco non prenda una posizione più decisa: “Lei, sindaco, deve esprimere lo sdegno di questa città” ha detto Nicolella, concludendo la replica.

Anche il consigliere di Sel Leonardo Chessa era stato molto duro, pur strappando qualche sorriso quando ricordato le diverse fortune dei maggiori responsabili dell’ordine pubblico al G8 del 2001: “C’è stato un periodo in cui i responsabili dell’ordine pubblico in Italia erano Scajola e De Gennaro. Quel sodalizio è e resterà indimenticabile per moltissimi cittadini di Genova e non solo. Certo le strade dei due si sono ormai separate e se uno ci appare oggi particolarmente sfortunato l’altro ci appare particolarmente baciato dalla fortuna. E’ diventato anche un esperto di cultura e di storia del movimento operaio”.

E la domanda di Chessa al sindaco è stata più che diretta: “Sappiamo quanto è importante il finanziamento di Finmeccanica per la fondazione Ansaldo. Ma questo vuol dire che il dottor De Gennaro, se non fosse presidente della Fondazione, non la finanzierebbe più?”

Domanda che rimane senza risposta, o forse la risposta è implicita nelle scelte, quella della Regione e della Provincia di non intervenire nel dibattito e quella del sindaco di non prendere la posizione “chiara e decisa” chiesta da buona parte della sua maggioranza e dalla stragrande maggioranza dei suoi elettori.