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Bufera sulla Carige, primi interrogatori. Solo notaio risponde a gip: “Fatto solo cose regolari”

Genova. E’ durato due ore l’interrogatorio in carcere per Davide Enderlin, notaio e imprenditore svizzero coinvolto nell’inchiesta Carige. Enderlin, a differenza degli altri due interrogati a Marassi, il commercialista Vallebuona e l’imprenditore Callone, è stato l’unico a rispondere alle domande del Gip Adriana Petri con un “atteggiamento collaborativo”, hanno riferito i suoi legali che ne hanno chiesto la scarcerazione e gli arresti domiciliari.

“Ho fatto solo cose regolari, ho ricevuto un finanziamento registrato sia in Italia sia in Svizzera ed ho eseguito quello che mi è stato chiesto – ha detto Enderlin al giudice – Non sapevo nulla della provenienza del denaro”, negando di avere riciclato denaro e affermando di avere solo agito da intermediario per l’acquisto dell’hotel Holiday Inn a Lugano.

Il notaio svizzero si è detto pronto a fornire i documenti bancari relativi all’acquisto dell’hotel di Lugano e di avere conosciuto l’ex presidente di Carige Giovanni Berneschi a gennaio e di avere incontrato in qualche occasione l’ex presidente di uno dei due rami assicurativi di Carige Ferdinando Menconi, entrambe coinvolti nell’inchiesta.

Lunedì sarà invece la volta di Francesca Amisano, nuora di Giovanni Berneschi, detenuta nel carcere di Pontedecimo. Gli interrogatori di Berneschi, Menconi e Cavallini, detenuti ai domiciliari, sono previsti nei prossimi giorni.