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Bomba rudimentale a Principe, l’attentatore potrebbe essere arrivato da fuori

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Genova. Potrebbe essere arrivato da fuori Genova l’uomo, perché pare che di un uomo si tratti, che lunedì ha collocato un ordigno esplosivo in una campana della plastica davanti al Commissariato di Pré a poche decine di metri dalla stazione Principe. Le indagini proseguono a ritmi serrati e sono concentrate sopratutto sulla visione delle telecamere.

Quella di fronte al commissariato certo, ma anche e soprattutto quella a 360° della polizia municipale, posizionata esattamente sopra a dove erano collocati i cassonetti che ora sono stati rimossi, così come quelli di fronte alla prefettura e ad altri obiettivi considerati sensibili. Si perché anche se il procuratore capo Michele Di Lecce, l’aggiunto Vincenzo Scolastico e il pm titolare delle indagini Federico Manotti cercano di tenere basso il profilo “pubblico” dell’indagine per evitare la psicosi-bomba, il livello di attenzione è molto alto.

Il fascicolo resta per ora in mano al gruppo “Criminalità organizzata”, anche perché al momento manca una rivendicazione. Due giorni fa invece, sul sito anarchico “Inform-azione” è stato rivendicato l’incendio allo scooter di un agente della Digos genovese avvenuto nella settimana di Pasqua.

Ma, secondo quando trapela, l’attentatore o gli attentatori di Principe, non sarebbero genovesi. Una prima visione dei frame delle telecamere, infatti, sembrerebbe escludere che si tratti di persone conosciuto dalla Digos locale. Gli inquirenti stanno chiudendo il cerchio attorno ad “alcuni personaggi”, e stanno inviando le immagini alle Digos di tutt’Italia.

E non è escluso che chi ha messo la bomba faccia parte della criminalità organizzata, un monito per le indagini che il commissariato di Pré sta portando avanti per contrastare il fenomeno delle contraffazione o quello della prostituzione.