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Cronaca

Arresto Scajola, la Procura indaga su utilizzo dei dossier: tra i documenti sottratti anche quelli del G8 di Genova

arresto claudio scajola

Liguria. La procura di Roma punta ad accertare il tipo di classificazione e l’utilizzo che è stato fatto dei documenti sequestrati nei mesi scorsi a Claudio Scajola e ad alcuni suoi collaboratori. Materiale che non è confluito in un’unica indagine e che ha già dato il via ad ulteriori accertamenti da parte degli inquirenti.

Uno dei fascicoli, quello proveniente da Imperia e relativo ai dossier riservati del Viminale sequestrati oltre un anno fa nella villa a Imperia, vede Scajola indagato per sottrazione di atti. Il titolare dell’indagine Sergio Colaiocco, che il 18 aprile scorso ha sentito Scajola il quale ha attribuito a personale della sua segreteria la sottrazione dei documenti, vuole ora accertare se si trattava di documenti non riservati, come precisato da Scajola, o se invece siano carte considerate riservate o segrete, soprattutto alla luce di alcune relazioni dei servizi segreti.

I documenti riguardavano, tra l’altro, il G8 di Genova e l’omicidio di Marco Biagi e si intrecciano con quelli trovati nell’abitazione di Luciano Zocchi, capo della segreteria dell’ex ministro, nel corso di una perquisizione effettuata un anno fa nell’ambito dell’indagine su una presunta truffa ai danni dei Salesiani. Anche in quell’occasione, gli investigatori trovarono materiale relativo al G8 e alla morte del giuslavorista ucciso dalle Br, ma anche documenti relativi alle attività svolte da personaggi che hanno avuto a che fare con il ministero dell’Interno, appunti su offerte di lavoro e inerenti il Viminale.

Tutto il materiale su Marco Biagi è stato trasmesso a Bologna dove il pm Antonello Gustapane ha riaperto le indagini sulla revoca della scorta e ha già sentito sia Zocchi sia la moglie dell’ex ministro Maurizio Sacconi. Tra le carte inviate in Emilia c’è anche l’interrogatorio che Luciano Zocchi fece con i pm romani un anno fa subito dopo il ritrovamento dei documenti nella sua abitazione. Un verbale pieno di omissis che è anche al centro del fascicolo – assieme al quaderno rosso contenente l’elenco dei documenti consegnati ad uno 007 e a decine di carte sequestrate a quest’ultimo in due bustoni della spazzatura – di cui è titolare il sostituto Paola Filippi, lo stesso che ha seguito tutta l’indagine sui salesiani. Anche in questo caso l’obiettivo è capire la provenienza e l’utilizzo dei documenti.

Nel verbale di sequestro del 9 luglio scorso, Zocchi sostenne che “relativamente alla documentazione afferente la mia collaborazione con l’ex ministro Claudio Scajola”, questa “era da me tutt’ora conservata nell’ipotesi di doverla produrre alla competente autorità giudiziaria nel caso fossi chiamato a testimoniare in merito ad avvenimenti cui si riverisce la medesima documentazione”.