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Cronaca

Arresto Claudio Scajola, il Gip: “I soldi da parlamentare europeo per l’affitto a Montecarlo della moglie di Matacena”

claudio scajola

La candidatura al Parlamento europeo e la successiva elezione per poter dare, col proprio stipendio, 15.500 euro a Chiara Rizzo, moglie di Amedeo Matacena, per l’anticipo di una nuova casa in affitto a Montecarlo. Lo si legge nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari di Reggio Calabria nei confronti dell’ex ministro Claudio Scajola.

“Scajola – si legge – chiama Chiara Rizzo e parlano della soluzione migliore affinché lui possa darle 15.500 euro che deve dare l’anticipo per l’affitto di un nuovo appartamento senza che risulti il suo nome. Scajola dice che per lui era meglio aspettare un po’ di tempo perché se lo candidano, la sua elezione sarebbe molto probabile, per la certezza devono aspettare il 25 di maggio, e comunque con la carica di europarlamentare lui potrà darle una grossa cifra per la copertura delle spese della casa. In caso di mancata candidatura Forza Italia gli proporrà un incarico di prestigio e anche in questo caso l’incentivo economico sarebbe importante”.

Intanto arriveranno martedì o mercoledì prossimo atti, documenti, pc e materiale informatico sequestrato dalla Dia nel corso delle perquisizioni. Tra le carte vi è anche una lettera che, secondo gli investigatori, potrebbe costituire un elemento “decisivo” per confermare le accuse di favoreggiamento a Scajola nei confronti di Matacena. Si tratta di una lettera scritta
al computer in francese con una sigla che secondo gli investigatori potrebbe essere quella dell’ex presidente libanese Amin Gemayel indirizzata al “mio caro Claudio”. Nella lettera si legge che “la persona potrà beneficiare in maniera riservata della stessa posizione di cui gode attualmente a Dubai” e “avrà un documento di identità”.

Secondo la Dda di Reggio Calabria, inoltre, Scajola era stato individuato da Amedeo Matacena come “l’interlocutore politico destinato ad operare su sua indicazione” nei confronti della ‘ndrangheta. Un’ipotesi investigativa non condivisa dal gip che ha rigettato la richiesta aggravante per l’ex ministro dell’avere favorito la ‘ndrangheta

Secondo il giudice “manca un supporto indiziario idoneo a superare il mero dato congetturale secondo il quale lo Scajola rappresenta la proiezione degli accordi e degli impegni assunti dal Matacena: invero, anche se è emerso un coinvolgimento economico del primo negli affari dell’imprenditore, non emerge un interesse politico sovranazionale orientato a favorire, attraverso possibili ‘finanziamenti pubblici’ soggetti di vertice della ‘ndrangheta reggina”. Una tesi contro la quale la Dda ha già predisposto un ricorso da presentare al tribunale del riesame.