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Cronaca

30 metri per Piaggio Aero. Il maxi-striscione e la maglia rosa: a Sestri Ponente il Giro d’Italia del lavoro in crisi (VIDEO)

Genova. Piaggio Aero, Esaote, Abb, Selex es, Ansaldo, Ilva, Fincantieri. Ma anche gli esodati e i lavoratori-pensionati dell’amianto. L’altra faccia del Giro d’Italia, di passaggio a Genova, è il volto del suo Ponente, industriale e tecnologico, ma pericolosamente in crisi. Uno striscione di 30 metri per Piaggio Aero, grande come non lo è mai stato, frutto di impegno e lotta, aspetta il passaggio dei corridoi, la passerella in eurovisione per ricordare, sotto le luci dei riflettori, che “Sestri Ponente non si tocca”. Striscione per Piaggio Aero, alle prese con una difficile trattativa sul filo di lana, e altrettanti per Esaote, Abb, e tutte le altre imprese che hanno fatto la storia della Genova produttiva.

“Cerchiamo di tenere alta la visibilità – spiega Adriano Spallarossa, Fiom Cgil – un piccolo gesto per uno striscione che ci è costato tanto, grande e oneroso, equivalente al nostro impegno e al nostro credere di poter salvare l’azienda. Burlando ci ha chiesto di aspettare, c’è una mediazone in atto, e noi aspettiamo. Vediamo cosa ci viene proposto, ma, sia chiaro, Genova è la pregiudiziale fondamentale, siamo pronti a tutto”, ricorda il sindacalista.

I lavoratori di Esaote sono arrivati in corteo, almeno in 300, hanno percorso via Sestri fino allo stabilimento Fincantieri, dove poi si sono uniti con tutti gli altri. “Noi il 28 avremo un incontro sul piano industriale, abbiamo serie preoccupazioni, vogliamo capire cosa ne sarà della nostra azienda – racconta Andrea Baucia, Rsu Esaote – Tre anni fa abbiamo firmato un accordo per Erzelli, per trasferire tutti i lavoratori nella nuova palazzina che a oggi, però, non c’è e con la concomitanza del piano abbiamo paura che il trasferimento avvenga, ma non per tutti”.

Anche Abb oggi è in sciopero. “L’azienda ha annunciato la cassa integrazione ordinaria per 43 lavoratori – spiega ancora Domenico Priano della Rsu – e oggi noi siamo qui a manifestare, insieme alle altre aziende genovesi in crisi del ponente, per far sentire la nostra voce e dare visibilità alla nostra protesta”. Prima delle 15, accompagnati dal suono di centinaia di fischietti, qualche fumogeno e i cori dei lavoratori, il primo gruppetto in testa ha solcato via Soliman.