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Servizi pubblici, Gioia (UdC): “L’acqua genovese tra le più salate d’Italia”

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Genova. “Genova è fra le città italiane dove la spesa per le utenze di acqua e rifiuti è al di sopra della media nazionale, per le imprese e per le famiglie. E, come se non bastasse, le alte tariffe non corrispondono a qualità di servizio”. A puntare il dito contro l’eccessiva tariffazione dei servizi pubblici è Alfonso Gioia, capogruppo UdC in consiglio comunale a Genova, che ha fatto alcune simulazioni su quanto una piccola azienda, a gestione familiare, paga mediamente a Genova per il servizio idrico, attraverso il portale liguria.repertoriotariffe.it di Ref Ricerche, disponibile sul sito delle Camere di Commercio liguri.

“Ho preso ad esempio una piccola bottega di parrucchiere che mediamente consuma 500 metri cubi annui d’acqua e, data la vocazione turistica della nostra regione, un ristorante di dimensioni medie con un consumo stimato di 2.000 metri cubi annui. È risultato che a Genova il parrucchiere paga, in media, 1.528 euro all’anno, alla Spezia 1.220 e a Imperia circa la metà rispetto al capoluogo: 949 euro”. Analogo divario risulta per il ristorante: 7.300 euro a Genova, 6375 alla Spezia e 4.700 a Imperia.

“Sempre secondo le stime della Camera di Commercio – spiega Gioia – è la vocazione turistica della nostra regione, un albergo di dimensioni medie con un consumo stimato di 2.000 metri le tariffe del servizio idrico hanno registrato nel 2012 a Genova un aumento del 6,5% indipendentemente dal profilo, domestico e non, contro la media regionale del +5%. La spesa media in Liguria è superiore a quanto registrato in Italia e nei Comuni del Nord, con uno scarto che aumenta da 10 a 20 punti percentuali sia che si tratti di consumi delle famiglie sia delle imprese, di piccole o piccolissime dimensioni. Ancora più drammatici risultano questi dati riferiti ai servizi idrici se vengono sommati a quelli dei servizi pubblici locali in generale, che comprendono quindi elettricità, gas e pulizia delle strade: secondo un’analisi dei dati Istat, Genova si posiziona al quarto posto con tariffe superiori dell’8,8% rispetto alla media italiana, dopo Cagliari, Palermo e Napoli.

Secondo gli analisti del settore, le condizioni economiche di offerta dei servizi pubblici locali caratterizzate da tariffe crescenti e bassi standard di qualità appesantiscono la capacità delle imprese, soprattutto quelle piccole, di competere sul mercato e quindi produrre valore. Si innesca quindi un circolo vizioso che penalizza doppiamente famiglie e imprese, costrette a pagare tariffe sempre maggiori con una sempre minore efficienza sul piano dell’offerta”.

Secondo Gioia dietro al danno – economico – si nasconde anche la beffa. “A Genova il Comune applica, indistintamente per tutte le fasce reddittuali tranne i cittadini sotto i 10mila euro annui, un’addizionale comunale Irpef tra le più care d’Italia: lo 0,8% contro lo 0,6% della Spezia e la progressiva dallo 0,2% di Milano. In cambio di cosa? Di servizi, a quanto risulta, per nulla soddisfacenti. Un esempio su tutti, la fallimentare gestione del trasporto pubblico locale in Liguria, con Amt in testa, con il costo chilometrico di quasi 6 euro tra i più esosi d’Italia, solo dopo Campania e Lazio”.