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Politica

Scintille su legge regionale Tpl, Melgrati: “Favorisce Trenitalia”. Miceli: “Stop a piccoli campanilismi”

Regione. “La giunta va avanti per la sua strada, che non porterà da nessuna parte, ma, anzi, porterà sulla strada i lavoratori Amt e non solo”. Scintille in consiglio regionale tra maggioranza e opposizione: tema il trasporto pubblico locale, o meglio la riforma del comparto, varata a fine ottobre scorso e ora nell’occhio del ciclone dopo la bocciatura dell’Authority per la concorrenza.

“Questa agenzia, che noi avevamo già denunciato come un vergognoso carrozzone fatto per sistemare gli amici degli amici, con un budget che poteva essere la metà, non migliorerà una situazione drammatica resa tale dalla gestione dei manager voluti dalla sinistra, sopratutto a Genova”, tuona il capogruppo Fi, Marco Melgrati a margine dei lavori del consiglio a cui assiste, dagli spalti, una delegazione di sindacalisti e lavoratori Amt.

L’assessore Enrico Vesco ha proposto oggi di modificare la legge per rendere facoltativa e non più obbligatoria la partecipazione degli enti locali alla agenzia regionale e superare così le resistenze delle province di
Imperia e Savona. No a una agenzia partecipata solo dalla Regione, né a tre bacini di trasporto locale, proposti dal centrodestra, perché “renderebbero il servizio troppo frammentato”.

Nel mirino di Melgrati, e di tutta la minoranza, non c’è solo l’istituzione dell’agenzia regionale del trasporto pubblico locale, ma anche la questione Filse.
“Quando vedremo lo studio, che doveva essere propedeutico alla legge, lo porteremo alla Corte dei Conti – continua Melgrati – in un momento in cui la Regione fa la centrale d’appalto per evitare infiltrazioni mafiose per tutti i Comuni, per uno degli appalti più ricchi la Liguria affida l’appalto più ricco a un ente terzo, Filse, che a sua volta affida a quarti: semplicemnte vergognoso – conclude il capogruppo di FI – E, comunque, il sospetto che questa legge voglia favorire Trenitalia nella gestione del Tpl in Liguria è ormai quasi una certezza”.

Anche il consigliere della Lega Nord Edoardo Rixi, in mattinata, aveva espresso lo stesso parere con un post su Facebook: “Legge trasporto pubblico locale fatta dalla Regione Liguria e impugnata dall’Authority, un disegno quello della Regione per dare tutto in mano a bus italia, compagno Moretti? – ha scritto Rixi – Questo è il dubbio che serpeggia in aula”.

Altrettanto secca la risposta di Nino Miceli, capogruppo Pd in via Fieschi: “Scopro oggi che il centrodestra vuole fare tre bacini, una posizione mai espressa prima – sottolinea l’esponente democratico – forse anche per timore del confronto con i lavoratori. Ma se fossero stati così convinti avrebbero dovuto esplicitarlo allora. La sensazione, invece, è che si vogliano mantenere piccoli centri di potere che tanti guasti hanno fatto al nostro paese e alla nostra regione”.

“Abbiamo fatto delle scelte – ribadisce Miceli – a suo tempo abbiamo approvato una legge con due capisaldi: l’agenzia regionale e il bacino unico locale. La prima aveva l’obiettivo di recuperare lo storno l’Iva, quei 18-25 milioni a beneficio del Tpl, ad esempio, per rinnovare il parco mezzi, il bacino unico per razionalizzare e integrare la gomma con il ferro. Noi andiamo in questa direzione”.