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Primarie presidenza Regione, Paita: “Io sono stata coraggiosa, gli altri?” foto

Genova. “Quelle sul metodo sono critiche strumentali, vediamo il merito”. Francesca Balzani “chiama”, Raffaella Paita risponde. E tra le due donne, potenziali sfidanti, Alberto Villa incalza: “la Balzani non è neppure iscritta al Pd”. Piccole scintille da campagna elettorale, se non fosse che le primarie per il dopo Burlando sono ancora lontane, e le regionali ancora di più.

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“Insomma è tutta colpa mia – ha commentato Paita, nell’ideale botta e risposta, a breve distanza – Io invece penso che ci sia bisogno di grande chiarezza in momenti politici come questi. Erano due anni che si parlava della mia candidatura – ha ribadito l’assessore regionale alle Infrastrutture – quando sono stata certa di volermi candidare, l’ho fatto e con grande trasparenza. Non capisco tutta questa preoccupazione,
perché mettere in discussione la legittimità di una scelta, opponendosi con ragioni di metodo. Vediamo il merito. Io sono serena, aspetto che gli altri dicano se e cosa vogliano fare, e con quali idee”.

Accelerazione inopportuna? l’accusa viene rispedita al mittente. “Premesso che il Pd si sta occupando di Europee e amministrative – aveva replicato poco prima Alberto Villa, secondo candidato ufficiale alle primarie per la presidenza della Regione – è vero un’accelerazione c’è stata, ma come sa bene Francesca (Balzani, ndr) a dettare il ritmo è stata la prima a candidarsi, io ho seguito la Paita”.

La stessa Paita ha garantito “per le elezioni europee starò al fianco dei nostri candidati, lo farò anche attraverso il mio lavoro amministrativo, il che non mi esime da avere un atteggiamento di chiarezza per le regionali. Si possono tenere insieme tutte queste cose. E’ evidente che quella sul metodo è una critica strumentale”.

“Penso di essere stata coraggiosa – ha poi aggiunto – vediamo se anche altri lo saranno. Non capisco che danno possa avere arrecato, mi sembrano argomenti pretestuosi per non dire ciò che si vuole fare”. E ancora: “se ci sono contenuti lo si deve dire con chiarezza, non aspettando giochi sottobanco, ma mettendo in campo proprio coraggio. Io corro il rischio di vincere o perdere – ha concluso – vediamo gli altri”.