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Economia

Porto di Genova, nuovo impianto per l’insaccaggio del pellet: il Terminal Rinfuse rinasce

Genova. Luogo di transito, ma anche lavorazione delle merci, l’unione stretta tra portualità e logistica: il porto di Genova cresce e si trasforma, rispondendo alle nuove esigenze. E così che il Terminal Rinfuse, un comparto che sembrava avere difficili possibilità di crescita, cambia volto migliorando tecnologia e ambiente e passa, con un investimento da 13 milioni, dal solo carbone a nuovi materiali, in primis il pellet.

Il futuro del Terminal Rinfuse, 161 mila metri quadri, tre banchine, 1200 metri su fondali e 2500 metri di nastri trasportatori, è lì nell’impianto dedicato all’insaccaggio e pallettazione: 18 tonnellate all’ora, pari a 1200 confezioni da 15 kg.

Un impianto e un investimento importante, a un anno dall’entrata nel Terminal in grado di “rispondere ad esigenze fondamentali per migliorare tecnologia e ambiente – spiega Augusto Ascheri, presidente Terminal Rinfuse Genova – il carbone, che rappresenta il 40% del nostro volume, rimane sempre importante, ma adesso ci stiamo orientando verso materiali diversi, e il progetto di impacchettamento di pellet ci permette di dare più lavoro in un momento in cui il lavoro in porto non c’è”.

I risultati si vedranno piano piano: “l’anno prossimo dovremmo essere a pieno regime, dal primo luglio speriamo di avere un volume annuale di 1 milione e 200 mila tonnellate”. L’investimento da 13 milioni date le condizioni del Terminal e le prospettive fosche, era necessario. “C’erano pochi obiettivi, ora abbiamo speranze – conclude Ascheri – stiamo migliorando sia l’ambiente sia la quantità di merce sbarcata, e, cosa fondamentale, nessun lavoratore in cassa integrazione. Alla fine, possiamo dirlo, le cose vanno bene”.

Ottimi anche i rapporti con l’Autorità Portuale, segno della dimensione dinamica che il porto sta assumendo.

“Sbaglia chi pensa al porto come monoattività, la forza di Genova è proprio qui, forti investimenti per l’ammodernamento – commenta il presidente dell’Authority, Luigi Merlo – siamo di fronte a un percorso virtuoso, non a caso abbiamo attivato le procedure fino alla revoca di concessione per ottenere il cambio di passo. Ora il quadro sta cambiando, c’è un percorso di evoluzione in chiave di prospettive future: per il Terminal Rinfuse la chiusura centrale Enel e la necessità di dare riposte diverse al porto.

“L’investimento specifico di oggi dimostra che il porto è una realtà, forse l’unica, dinamica tra pubblico e privato – continua Merlo – in grado di dare prospettive e ottimismo all’economia della città. Oggi è un giorno molto positivo, dà l’idea del processo di trasformazione del porto non solo come luogo di transito, ma anche di lavorazione delle merci, in un rapporto molto unitario tra portualità e logistica”.