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Economia

Piaggio Aero, la proposta di Federmanager: “Ministero Difesa ordini pattugliatori”

Genova. “Siamo molto preoccupati per la sorte degli oltre 350 dipendenti interessati dal piano industriale di Piaggio Aero, l’azienda faccia conoscere quali siano gli effettivi obiettivi a medio-lungo termine”. Il piano che prevede esuberi ed esternalizzazioni per centinaia di dipendenti di Piaggio Aero sono al centro dell’attenzione di Federmanager/Asdai Liguria. “Vorremmo sapere come verranno investiti i 190 milioni di euro da poco entrati nelle casse societarie dopo l’aumento di capitale dello scorso novembre – afferma il presidente Paolo Filauro- Ci auguriamo che dall’incontro di martedì presso il Ministero dello Sviluppo Economico si faccia chiarezza su questo e su altri punti come, ad esempio, la mancata approvazione del bilancio 2012”.

Inoltre, a preoccupare l’associazione sono anche le ripercussioni che i 165 esuberi (di cui 117 nella sola sede di Sestri Ponente) e le 207 esternalizzazioni avranno nel tessuto economico di Genova e di tutta la Liguria.

“Ci sono stati certamente errori nella gestione dell’azienda che hanno portato alla situazione attuale: basti pensare che il prodotto di punta, il P180, non ha visto, negli ultimi anni, alcun processo di aggiornamento. Questa mancanza ha provocato una drastica diminuzione degli ordini, anche in un mercato che fa intravvedere, da un paio di anni, segnali di ripresa di cui stanno godendo i concorrenti. Detto questo – aggiunge Filauro – confidiamo che per il futuro si decida di lasciare il centro direzionale, la ricerca e la produzione in Liguria e si cerchi di salvaguardare l’attuale livello occupazionale”.

Una soluzione per risolvere questa crisi potrebbe arrivare dal Governo italiano. “Il problema più grave, evidentemente, è la mancanza di nuove commesse, ecco la nostra proposta: il Ministero della Difesa potrebbe chiedere una parte degli investimenti destinati all’ammodernamento delle Forze Armate per commissionare nuovi pattugliatori di produzione Piaggio Areo. L’assemblaggio – conclude Filauro – avverrebbe a Sestri Ponente senza la necessità di dover procedere agli esuberi e consentirebbe alla Piaggio di entrare con forza nel mercato militare e paramilitare, molto più redditizio di quello civile”.