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Cronaca

Piaggio Aero, fumata nera da Savona: trattativa rotta, confermata chiusura Sestri

Savona. “L’azienda non retrocede nel suo piano e conferma la chiusura di Sestri Ponente così come le esternalizzazioni previste. Ci si dimentica che gli aerei sono fatti a Sestri e nei prossimi mesi ci sarebbero delle consegne importanti”. Bruno Manganaro, segretario Fiom, al termine dell’incontro conferma quanto era già trapelato: la fumata da Savona è nera.

Davanti al muro dell’azienda a modificare il piano industriale, i sindacati hanno abbandonato il tavolo strappando l’intesa sugli straordinari che era stata raggiunta due giorni fa, prima dello sciopero e della manifestazione di ieri a Genova. La situazione per Sestri Ponente si fa ormai incandescente: la chiusura sembra confermata, con la rabbia dei lavoratori che hanno presidiato da questa mattina la sede savonese di Confindustria.

Per Finale è stato invece ribadito l’inizio delle operazioni di trasferimento dal prossimo 7 maggio.

Per ora si è deciso il blocco degli straordinari, ma le organizzazioni sindacali di categoria e la Rsu non escludono altre forme di protesta se non ci sarà una netta inversione di rotta, che appariva all’orizzonte anche dopo l’incontro al Ministero con lo stop agli esuberi.

Tra i lavoratori c’è chi vorrebbe anche l’occupazione dello stabilimento, come estrema forma di lotta: ora, bisognerà attendere la decisione dell’assemblea dei lavoratori che verrà convocata la prossima settimana.

“Nessuna risposta sulla necessità di esternalizzare il tutto, nessuna risposta su costi, produzione e carichi di lavoro: per questo abbiamo deciso di abbandonare il tavolo della discussione. La trattativa è sospesa e la battaglia prosegue, intanto con il blocco degli straordinari ed il rifiuto del piano industriale. Vedremo nei prossimi giorni” conclude Manganaro.

“Sciopero degli straordinari perché i lavoratori responsabilmente si erano resi disponibili a completare aerei da consegnare in tempi brevi – commenta Fabio Carbonaro Fim Cisl Genova – Evidentemente se il risultato è non mettere il lavoro all’ordne del giorno, diventa difficile chiedere ai lavoratori prestazioni notturne e straordinarie”.

Nei prossimi giorni ci sarà l’assemblea dei lavoratori in cui si deciderà come procedere, anche se le posizioni sono già differenziate, tra linea dura e attendismo. “Bisognerà capire cosa vuol fare il resto della fabbrica – sottolinea poi Carbonaro – l’appuntamento per il 12 maggio al ministero è già fissato, credo sia una cosa da non buttare via”.

“Adesso non ci rimane altro che il tavolo ministeriale – conferma Antonio Apa, Uil – la mediazione fatta dal viceministro non ha portato frutti nella giornata odierna e l’azienda a Roma ribadirà che il piano industriale è irrinunciabile e lo realizzerà: paradossalmente userà la cassa integrazione da un lato e la mobilità dall’altro”.