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Multedo, quando a Villa Rostan c’era un doge

Genova. Il doge Agostino Lomellini, illuminista, diplomatico, filosofo, letterato e scienziato che guidò la Repubblica di Genova dal 1760 al 1762 e la sua proprietà più amata, la villa di Multedo che circonda di uno splendido e famosissimo giardino disegnato daIl’architetto Emanuele Andrea Tagliafichi (ispiratore anche di
Michele Canzio per il parco pegliese di Villa Pallavicini).

Sono i protagonisti del volume “Un doge a Villa Rostan” di Antonio Conte, basato su fonti scritte, ricerche e testimonianze orali che racconta la biografia di Agostino Lomellini (1709 – 1791), la storia della villa
(poi divenuta Rostan e dal 2005 sede della società calcistica rossoblu) con gli affreschi di Bernardo Castello e il magnifico parco, oggi purtroppo perduto, ricco di simboli dove si svolgevano “adunanze” letterarie e scientifiche e visite di uomini di cultura e principi sino all’Ottocento.

Il libro sarà presentato nella sala consiliare di Palazzo Doria Spinola (largo Eros Lanfranco 1) venerdì 11 aprile alle 17.30 a cura della Provincia di Genova, in collaborazione con la società editrice Liberodiscrivere che lo pubblica. Interverranno con l’autore il commissario della Provincia, Piero Fossati, l’architetto
Rinaldo Luccardini, lo scrittore Pier Guido Quartero e l’editore Antonello Cassan.

Alessandro Conte, nato a Genova nel 1965 e laureato in Fisica, lavora nel settore della fisica ambientale, è autore di numerosi lavori tecnici e scientifici e da molti anni si interessa di storia locale genovese.

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