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In Liguria 14 Bandiere Arancioni, ma in Provincia di Genova solo una: il riconoscimento a Santo Stefano d’Aveto

Santo Stefano d’Aveto. Il Touring Club Italiano assegna le Bandiere arancioni, marchio di qualità che seleziona e certifica le località dell’entroterra con meno di 15.000 abitanti che soddisfano oltre 250 rigorosi criteri di valutazione e che sono in linea con gli standard qualitativi previsti dal Modello di Analisi Territoriale del Touring, strumento di misurazione dell’offerta turistica di una destinazione, garantendo un’esperienza turistica di qualità, alla scoperta di luoghi di cultura e tradizione, fuori dai flussi turistici tradizionali. Un’iniziativa, unica nel suo genere in Italia, che vede il lavoro in network di un’associazione non profit, il Touring Club, e i Comuni con l’intento di rilanciare e rafforzare le identità territoriali che caratterizzano il nostro Paese stimolando la crescita sociale ed economica attraverso lo sviluppo sostenibile del turismo, valorizzando le risorse locali, incentivando la cultura dell’accoglienza, l’artigianato e le produzioni tipiche e dando impulso all’imprenditorialità locale.

In Liguria, Airole (IM), Apricale (IM), Brugnato (SP), Castelnuovo Magra (SP), Castelvecchio di Rocca Barbena (SV), Dolceacqua (IM), Pigna (IM), Pignone (SP), Santo Stefano d’Aveto (GE), Sassello (SV), Seborga (IM), Toirano (SV), Triora (IM) e Varese Ligure (SP) sono i borghi Bandiera arancione che festeggiano l’importante traguardo raggiunto. La prima idea di Bandiera arancione è Sassello, in Liguria, nata dall’esigenza di valorizzare maggiormente il paesaggio, la storia, la cultura e le tipicità dell’entroterra. Dalla riflessione comune tra Assessorato al Turismo della Regione Liguria e Touring Club Italiano, su come stimolare, coinvolgere e promuovere i territori lontani dalla costa nel 1998 nasce l’iniziativa Bandiera arancione. Attraverso uno specifico programma di lavoro si vogliono sensibilizzare all’accoglienza turistica territori dell’entroterra, premiare le località più meritevoli e attraverso piani di miglioramento redatti ad hoc, accompagnarne anche altre verso l’innalzamento della qualità dell’offerta.

Simbolo di una Italia meno conosciuta ma dal grande potenziale, capace di unire sotto il segno della qualità tradizione e innovazione, la Bandiera arancione è l’esempio di un’Italia che funziona. L’assegnazione del riconoscimento (ad oggi su oltre 2.000 candidature solamente il 9% lo ha ottenuto), porta numerose ricadute positive sul territorio, valorizzando le risorse locali, incentivando la cultura dell’accoglienza, l’artigianato e le produzioni tipiche e dando impulso all’imprenditorialità locale. Dall’anno di assegnazione della Bandiera arancione, infatti, l’80% delle località certificate ha potenziato l’offerta ricettiva e le strutture hanno registrato un incremento medio del 79%, mentre i posti letto sono aumentati del 65%. Gli arrivi nei borghi arancioni sono aumentati in media del 43%, mentre le presenze del 35% (sempre dall’anno dell’assegnazione). I comuni Bandiera arancione negli anni hanno sviluppato, grazie alle proprie caratteristiche, una crescente competitività rispondendo alla crescente richiesta di un’esperienza turistica di qualità.

I dati raccolti tra i comuni Bandiera arancione restituiscono un quadro estremamente interessante e, in molti casi, in controtendenza rispetto al resto del Paese. A livello demografico, per esempio, sembra smentito il fenomeno dello spopolamento spesso associato alle aree interne della nostra penisola. Rispetto al 1991, infatti, nei borghi arancioni si registra un incremento dell’8% di residenti (rispetto al 6,8% a livello nazionale). Nelle Bandiere arancioni risulta particolarmente forte la propensione alla partecipazione sociale e al volontariato: il 10% della popolazione, quasi il doppio rispetto alla media dei Comuni italiani, è infatti coinvolta nel non-profit. Il 40% delle località certificate è situato in un’area naturalistica protetta e in più del 70% delle località Bandiera arancione i prodotti agroalimentari ed enologici sono anche tutelati e certificati, con un paniere totale di oltre 400 prodotti tra DOP, IGP, DOC, DOCG, IGT, Prodotti agroalimentari tradizionali e marchi collettivi. Dal punto di vista dell’accoglienza, nei comuni arancioni ogni 1.000 abitanti sono presenti più di 7 strutture ricettive e ben 6,7 ristoranti e l’offerta di posti letto è in crescita e raggiunge 130.000 posti letto. Grande è il rispetto per l’ambiente con una percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti superiore alla media nazionale (37% rispetto al 34,9% del dato nazionale) soprattutto in alcune regioni come Veneto (più del 70% medio), Trentino, Sardegna, Lombardia e Campania, con quasi il 50% medio di rifiuti raccolti in modo differenziato.

“Il raggiungimento della duecentesima Bandiera arancione – afferma Franco Iseppi, Presidente del Touring Club Italiano – è una grande soddisfazione per la nostra Associazione e per gli Enti locali che, con noi, lavorano per una sistematica e organica crescita della rete stessa. I comuni dell’entroterra, impegnati a garantire servizi di qualità ai viaggiatori (italiani e stranieri), rappresentano uno dei forti motivi di attrattività e di accoglienza del nostro paese.”

“L’augurio che faccio a Bandiere arancioni in occasione del riconoscimento al 200simo paese certificato – dichiara Angelo Berlangieri, Assessore al Turismo di Regione Liguria – è che il progetto riesca a mantenere i criteri di notorietà, affidabilità e reputazione che ha ottenuto in questi anni e che possa rivolgersi sempre più anche all’estero.”