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Politica

Liberazione, Marco Doria: “L’antifascimo unì migliaia di persone diverse”

Genova. “Ancora una volta, a quasi settant’anni di distanza, ricordiamo la stagione della resistenza e della lotta di liberazione: una pagina di storia fondamentale per Genova e la Liguria, per l’Italia, ma anche per l’Europa. Quella stagione ci riporta ai grandi movimenti che segnarono gli anni tragici della seconda guerra mondiale; ci riporta all’azione delle migliaia e migliaia di persone che in quel periodo cruciale decisero di essere parte attiva per la difesa dei valori fondamentali della vita civile. Erano persone assai diverse tra loro (uomini, donne, giovani, anziani, contadini, borghesi, intellettuali, comunisti, cattolici, liberali) unite dalla comune scelta antifascista, per un impegno condiviso: contro la privazione dei diritti di libertà, in favore del dialogo e del rispetto delle opinioni, per una pacifica convivenza tra i popoli”. Ecco le parole pronunciate ieri dal sindaco Marco Doria alla cerimonia per il 25 Aprile.

“Quella scelta e quell’impegno sono confluiti nella nostra Costituzione repubblicana, che non è fine a se stessa, ma una carta fondamentale, non ancora completata, che dà un’idea di società da costruire giorno dopo giorno sulla base dei valori della resistenza. Attorno a quei valori occorre unire le diverse generazioni perché ci sia un continuo passaggio di testimone”.

“Quando, nel 1954, Alcide Cervi, il padre dei sette fratelli fucilati dai nazifascisti, incontrò il presidente della Repubblica Luigi Einaudi, con la sua saggezza contadina parlò del tempo che scorre e del succedersi delle stagioni, ma anche delle generazioni, alle quali spetta il compito di rinnovare i valori della vita, come quelli per i quali i suoi figli erano stati uccisi. I valori della resistenza, dunque, non sono rimasti lettera morta, ma sono stati rinnovati e resi attuali dalle generazioni che si sono succedute nel tempo. Oggi, nel 2014, quel compito spetta a tutti noi”, ha concluso.