Quantcast
Cronaca

La Valpolcevera in marcia ad Arquata per dire no al Terzo valico: abbattute le recinzioni, ferito un manifestante di 68 anni

Agg. ore 18.30: Un attivista No Tav Terzo Valico di 68 anni e’ rimasto ferito colpito da una manganellata E’ quanto spiegano i promotori della manifestazione. L’uomo, esponente del locale comitato No Tav, “e’ stato colpito alla testa e ha perso sangue”. Altre cinque persone hanno riportato delle contusioni. “Le forze dell’ordine – spiegano gli organizzatori – ci hanno impedito di andare avanti nonostante avessimo intenzioni pacifiche, tanto che stavamo procedendo con le mani alzate. Hanno lanciato dei lacrimogeni. Hanno usato i manganelli. Ma siamo ancora qui. Questa e’ una delle strade in cui siamo nati e cresciuti e abbiamo giocato. Non hanno il diritto di fermarci”. “Abbiamo divelto – viene ancora spiegato – quasi duecento metri di recinzioni”.

Agg. ore 17.30: I manifestanti sono arrivati al cantiere di Radimero e hanno abbattuto le recinzioni del cantiere senza tuttavia riuscire a entrare a causa della presenza massiccia di agenti in tenuta antisommossa. Secondo le prime informazioni ci sarebbero stati momenti di tensione con le forze dell’ordine che hanno respinto i manifestanti con scudi e manganelli e avrebbero anche lanciato lacrimogeni. Ora i manifestanti sono in un campo vicino al cantiere.

Arquata. Circa 2 mila manifestanti, tra cui molti provenienti dalla Valpolcevera, stanno manifestando questo pomeriggio ad Arquata Scrivia per protestare contro il Terzo Valico.

“Nei prossimi mesi – hanno scritto i no tav in un documento che invitava alla manifestazione – come dichiarato dal Commissario per il Terzo Valico Walter Lupi, il Governo dovrà decidere se rifinanziare l’opera e stanziare i soldi necessari al proseguimento dei lavori, già in fortissimo ritardo sulla tabella di marcia anche grazie alle iniziative di opposizione del movimento”.

“Ad Arquata, dove vorrebbero portare “la talpa” per scavare il tunnel di valico ed estrarre da Radimero oltre due milioni di metri cubi di smarino contenenti amianto. Dove i due acquedotti rischiano di essere distrutti, centinaia di camion ogni giorno percorreranno le strade del paese”.

La marcia arriverà fino al cantiere di Radimero. “Per riportare la vita dove Cociv ha portato morte e distruzione, per dimostrare ancora una volta che fermare il Terzo Valico è possibile”. L’intenzione dei manifestanti è quella di entrare nel cantiere dove dal primo pomeriggio sono posizionate le forze dell’ordine in tenuta antisommossa.

Alla manifestazione, insieme a numerosi attivisti No Tav e No terzo Valico di Liguria e Piemonte, è giunto Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista.