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La Sampdoria si prende i 3 punti contro il Chievo, in rimonta e con l’uomo in meno

Stadio Luigi Ferraris. Ritorna la Sampdoria originale, basta esperimenti. E ritorna anche la vittoria, quando sembrava ormai insperata, in dieci e in svantaggio. Ma il carattere c’è, e i tre punti sono un premio a quanto i blucerchiati fanno soprattutto nel momento di maggior difficoltà. Avrebbe potuto essere una vittoria più facile, se la Samp avesse sfruttato meglio la superiorità mostrata nel primo tempo, ma, alla fine dei conti, va bene anche così.

Fiorillo confermato in porta, ma questa volta davanti ha la difesa titolare, a centrocampo, invece, Palombo e Krsticic a fare da dighe e da costruttori, con il terzetto Eder, Sansone e Soriano alle spalle del Chinaglia nero Stefano Okaka.

Eder parte da destra, e alla prima occasione, che non è neanche ancora scattato il 2′, entra in area e viene abbattuto da Cesar. Sembra rigore, ma né Orsato né l’addizionale Irrati fanno una piega. E comunque i blucerchiati partono garibaldini, mentre il Chievo, che potrebbe sfruttare la sconfitta bolognese, se ne sta largamente rintanato, con dieci uomini dietro la linea della palla. Corini, evidentemente, è partito per un pareggio, di quelli che almeno muoverebbero la classifica.

E al 12′ Eder si guadagnerebbe un altro rigore, se non fosse che, imbeccato splendidamente da Okaka, affronta Agazzi, che interviene sulle gambe del brasiliano, che rimane in piedi. Orsato fa continuare, la palla sui piedi di Soriano, che ci prova, ma la difesa respinge, poi è mischia, con Sansone che prova la rovesciata, respinta in corner. La Sampdoria è padrona del campo, anche perché i veronesi rinunciano a giocare, ma il problema è che, con tutto quel traffico, la manovra sampdoriana è rallentata, e davanti alla porta non passa neanche uno spillo. Quando succede, però, anche grazie a un rimpallo, il pallone buono è sui piedi di Soriano defilato sulla destra. Prova un tiro a girare che però gira troppo poco e Agazzi riesce a respingere coi pugni.

Nel finale di tempo, poi, l’irruenza blucerchiata tende a placarsi, e ha buon gioco il Chievo ad addormentare la partita. Senza peraltro fare niente per provare a farla propria. Un po’ di corner, ma senza costrutto, e nulla più per i clivensi. E al 45′ Samp a un palo dal gol: punizione dalla trequarti di Palombo, palla che Mustafi devia evitando l’intervento di Agazzi, arriva dal secondo palo e Gastadello la tocca, a un passo dalla linea, ma colpisce il palo.

L’inizio della ripresa regala un’azione di quelle che si potrebbero vedere al Ravano, con tutti contro tutti, rimpalli, sbagli, confusione, ma alla fine non ne esce nulla di buono. Con maggior ordine, la Sampdoria costruisce poi un’azione che sortisce una punizione dal limite, centrale: una bella posizione, ma Palombo manda il pallone sulla barriera. E non c’è neanche corner, perché l’ultimo tocco è di Soriano. Mira un po’ più aggiustata all’11’, quando il tiro da distante (finalmente qualcuno che ci prova) non va lontano dal palo alla destra di Agazzi.

Al primo tiro del Chievo, poi, il patatrac: tiro dalla distanza di Obinna, Fiorillo non ci arriva, palo pieno, sulla respinta è ancora Obinna, sul quale si avventano Fiorillo e Mustafi. Orsato vede fallo del tedesco: espulsione diretta e rigore per i veronesi. Tira Thereau e Fiorillo non ci arriva per un pelo. Mai vantaggio fu più immeritato, e per la Samp le cose si complicano.

In dieci, però, il pareggio potrebbe arrivare subito, quando Eder, servito da Okaka in mezzo a mille gialloblu, scocca un diagonale su cui Agazzi non può arrivare, ma che fa la barba al palo. Mihajlovic, nel frattempo, toglie Palombo e inserisce Fornasier per riequilibrare il tutto. Poi, al 34′, fuori Krsticic per Renan, per provare a bloccare un Chievo che ora si permette di tenere palla e fare ampia melina. Ma al 35′ Regini si trova un pallone sui piedi, non ha nessuno a cui darlo, e allora parte da solo, e va. Dritto per dritto, quando poi arriva in area appoggia a Eder, che quando sembra sul punto di sprecare l’occasione, davanti ad Agazzi, e con due difensori sul groppone, la tocca e finalmente fa dieci gol. Che gli valgono anche un consistente premio in denaro.

E poi, nel recupero, Regini ancora una volta protagonista, con un assist teso da destra che Dainelli svirgola: Soriano è lì e d’astuzia, e di classe, la mette dentro dal limite. È il tocco finale a una partita che si è impennata nel finale, e che dopo tre sconfitte fa tornare la Samp alla vittoria. Con un uomo in meno fa doppiamente piacere.