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Cronaca

Incendio di San Martino, prime ricostruzioni: tra disperazione e gesti eroici

Genova. L’incendio è scoppiato poco prima delle 4 del mattino. In pochi istanti il reparto di Oncologia dell’Ospedale San Martino, nel padiglione Dimi, è diventato un inferno. Le fiamme hanno preso avvia nella stanza dove era ricoverato Mauro Tessier, 60enne con un’aspettativa di vita breve.

Nel pomeriggio l’uomo aveva tentato il suicidio, salvato poi da un’infermiera. Era assistito in camera da una parente rimasta gravemente ustionata e ora ricoverata a Villa Scassi.

La donna ha riportato ustioni sul 15% del corpo, è sotto choc ma è cosciente e non è escluso che nelle prossime ore possa venir ascoltata dagli inquirenti.

Si trova ricoverata nel centro grandi ustionati dell’ospedale Villa Scassi di Genova Sampierdarena.

In quei momenti drammatici, tramite le ricostruzioni dei testimoni e dei vigili del fuoco, si è venuti a conoscenza di grandi gesti di coraggio al limite dell’eroismo per salvare tutti i pazienti della struttura.

Innanzitutto il gesto “coraggioso e professionale” dell’infermiera che ha chiuso la porta della stanza dove si è sviluppato l’incendio “ha evitato che il bilancio di questo gravissimo incidente fosse peggiore”.

Chiudendo la porta della stanza dell’ospedale dove si è sviluppato l’incendio “quell’infermiera ha evitato che il fuoco si sviluppasse velocemente per tutto il reparto”. Lo hanno detto i vigili del fuoco genovesi intervenuti sull’incendio .

“La porta della camera ha funzionato da frangifiamme” hanno detto i vigili del fuoco dopo il sopralluogo.

A questo punto tra le cause che hanno innescato l’incendio nel padiglione si afferma ancora di più quella della sigaretta accesa vicino alle bombole di ossigeno. Le cause del rogo, tuttavia, sono ancora al vaglio dei vigili del fuoco intervenuti immediatamente sul posto.

Secondo quanto appreso dalla fonti vicine alla direzione sanitaria l’incendio “non dovrebbe dipendere dal malfunzionamento dei macchinari o del circuito elettrico dell’ospedale”.