Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Incendio che devastò le alture di Crevari e Vesima, dopo due anni trovato il colpevole: abusi edilizi all’origine del dolo foto

Vesima. Per la Forestale di Genova ha finalmente un nome, dopo due anni di indagini, l’autore del vasto incendio boschivo che ha devastato le alture di Vesima, dalla sera del 26 a tutto il 28 febbraio 2012.

Si tratta di U.C., abitante nella vicina località Campenave che, all’epoca dei fatti, aveva 70 anni. Le motivazioni futili: un lungo contenzioso a causa di una serie di abusi edilizi che gli impedivano di installare delle cisterne di acqua da utilizzarsi per fini privati. Così, vista la boscosità della zona, l’idea di giustificare la presenza di tali grandi contenitori con il fine antincendio.

Incendio che, secondo quanto ricostruito dai Forestali del Nucleo Investigativo di Polizia Forestale ed Ambientale del Comando Provinciale di Genova, avrebbe provveduto ad appiccarlo proprio lui. Per quasi due anni gli investigatori hanno acquisito indizi ed effettuato rilievi tecnici.

Grazie al Metodo delle Evidenze Fisiche che permette di risalire, con procedura scientifica, al punto d’innesco degli incendi, è stato individuato il punto di inizio del fuoco lungo un sentiero che da località Campenave conduce a Vesima.

Acquisite ed ascoltate decine di telefonate di allarme di chi, quella sera, ha contattato i numeri di emergenza. Sentiti numerosi testimoni e confrontate le informazioni così ottenute con ulteriori accertamenti investigativi, è stato possibile ricostruire, con notevole precisione, gli spostamenti del sospettato in concomitanza con l’inizio dell’incendio, raggiungendo la convinzione che, proprio lui, era in quel momento, in quel preciso punto in mezzo al bosco.

L’uomo è quindi stato segnalato alla Procura della Repubblica di Genova, che l’ha iscritto nel registro degli indagati per il grave reato di incendio boschivo doloso, aggravato dal fatto che il fuoco aveva minacciato varie abitazioni. Nei guai anche un amico dell’indagato che, con informazioni parzialmente addomesticate, aveva tentato di depistare le indagini.