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Cronaca

Giovani, riuso e spirito d’incontro: nasce Ostellin, l’ostello low cost è nel cuore di Genova

Genova. Genova, molto più di Genova, del suo mugugno e della proverbiale tirchieria, anche creativa-imprenditoriale. A sfatare luoghi comuni ed etichette ci ha pensato un gruppo di giovani, genovesi doc, nati e cresciuti all’ombra della Lanterna, partiti e poi tornati per “mettersi a disposizione della città e farla funzionare sempre meglio”. E’ bastato guardarsi intorno, con l’esperienza dell’estero alle spalle per vedere che a Genova, città turistica, mancava una struttura recettiva a basso costo e in centro. OStellin, il nuovo ostello nel cuore del capoluogo, è nato così “per investire in una città che soffre, ma che invece sa offrire molto”.

La “creatura”, di Elisabetta Orsino e degli altri tre giovani gestori, conta 25 posti letto a pieno regime, e una collaborazione con gli architetti del Gruppo Informale per la creazione di un arredo ad hoc, che si sposasse con affreschi, mosaici e graniglie genovesi antiche, valorizzando “una struttura dalla peculiarità e dalla bellezza fuori dal comune”. Il tutto con materiale di recupero rivisitato e ricostruito per l’occasione. “Volevamo un ostello diverso – racconta Betta Orsino – caratterizzato anche da ambienti che garantissero un minimo di privacy, un ‘posto in un bel posto'”.

Materiale di riuso, e non solo. Lo spirito è quello della progettazione partecipata, dell’autocostruzione. Riutilizzo del legno, principalmente, ma anche di oggetti, come le gabbiette per uccelli, o il sughero del sottopentola. “Abbiamo usato il pellet per l’armadietto e lo scarto dello scarto per la luce del comodino o il bancone della reception, con materiale trovato qua e altrove, e poi recuperato”, spiegano Francesca Stamuli e Alessandro Bruzzone, architetti del Gruppo Informale, impegnati soprattutto nell’allestimento di mobili e luci.

La filosofia del riuso, da una parte, e la condivisione dall’altra. “L’ostello è un posto dove si sta insieme, un luogo di aggregazione oltre che di pernottamento – sottolinea Bruzzone – Per questo abbiamo curato le stanze, con armadietti e separatori di letti, ma anche gli spazi comuni, cercando di creare sempre una possibilità di incontro”. In cucina, in sala, e poi all’interno delle grandi stanze, posti in cui oltre a dormire si può giocare e “fare socialità”, con una partita a dama o a backgammon.

“Abbiamo fatto squadra – racconta Orsini – memori dell’esperienza vissuta all’estero, con la voglia di fare e tirare fuori il potenziale di Genova, spesso un po’ chiusa verso il mondo”. OStellin non è il primo in questo senso, due anni fa ha aperto un ostello “gemello” in zona Maddalena. “E’ stato un buono stimolo per partire e crederci, ci siamo buttati in questa avventura, lanciando il cuore oltre all’ostacolo”. In prima persona, per tutti gli otto mesi di lavori, “mini lauree” per capire come muoversi anche nella giungla burocratica e una fortissima collaborazione tra giovani e non giovani, con la disponibilità di maestranze per arredi, impianti elettrici o idraulici. “Intorno a questo progetto è ruotata fin dall’inizio una grande umanità, noi stessi ci siamo rimboccati le maniche per fare, perché Genova ne ha bisogno. Esiste il turismo, ma non strutture recettive a basso costo in centro: ci siamo messi a disposizione, ma siamo già in contatto con varie realtà associative, vogliamo creare una rete, a Genova e anche fuori”.

In tutto sono in quattro, sempre aperti, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno. La torta di riso, direbbe qualcuno, questa volta c’è e non finisce. Spesso, per lanciare il cuore oltre l’ostacolo, Genova la si deve lasciare. “Ci credi dopo che sei andato via, allora torni e hai voglia di fare”.

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