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Erzelli, Legambiente Liguria: “Crolla il bluff, operazione insostenibile fin dalla sua concezione”

Genova. “Dopo l’università, che rifiuta di indebitarsi per fare da specchietto delle allodole, dopo che Ericsson appena trasferita ( in affitto ) non si sa per quanto, ha immediatamente iniziato coi licenziamenti ( travestiti da abbandoni incentivati ), anche l’azienda del presidente Castellano, l’Esaote, ha comunicato che trasferirà agli Erzelli solo metà degli addetti attuali. Il trasferimento riguarderà quelli che saranno impegnati nell’area dove dovrebbe sorgere l’ennesimo supermercato, e comunque nessuno addetto alla produzione”, si legge in una nota di Legambiente Liguria.

“Castellano e le banche che lo hanno sempre sostenuto resta con un enorme problema da gestire, in compagnia del presidente della Regione Burlando, visto il rischio , come denunciano i lavoratori della perdita di alcune centinaia di posti di lavoro”.

Legambiente Liguria da anni sostiene che l’operazione Erzelli fosse solo una operazione di marketing che servisse a procurare grandi guadagni con soldi pubblici alle banche e agli speculatori fondiari e immobiliari. “Del resto lo stesso architetto Renzo Piano aveva capito molto presto il vero senso dell’operazione e se ne era andato sbattendo la porta. Molti non hanno voluto vedere, molti hanno sostenuto interessi privati raccontando di un interesse pubblico che non è mai stato in realtà la priorità di chi ha concepito l’operazione Erzelli. Anche il Comune di Genova che dichiara negli intenti del nuovo PUC la regola ( proposta da Renzo Piano ) del “costruire sul costruito” e che invece propone di sostituire un deposito di containers con qualche centinaia di migliaia di metri cubi di cemento, ha la sua parte di responsabilità in questa operazione”, proseguono gli ambientalisti.

“E adesso come si proseguirà? Ancora cemento, comunque e sempre? Quali insediamenti saranno possibili: l’università, l’ospedale, magari l’iit, tutto con soldi pubblici per salvare i conti delle banche e dei costruttori?
Pensiamo che al di la dei necessari accertamenti da parte della corte dei conti, sia necessario un grande ripensamento delle politiche urbanistiche sin qui seguite a cominciare da Erzelli con meno marketing e più coinvolgimento dei cittadini per progetti di uso del territorio condivisi e sostenibili dove a prevalere sia chiaramente l’interesse pubblico”, concludono.