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Cronaca

Emergenza carcere, a Marassi oltre 800 detenuti: con depenalizzazione Liguria entro la soglia, ma i tempi sono lunghi

Genova. Come si vive nei penitenziari liguri al momento del varo del legge delega in materia di depenalizzazione e introduzione di pene detentive non carcerarie, con la quale si dovrebbe “alleggerire” le carceri italiane?

“Siamo in possesso dei dati relativi ad Aprile e non sono incoraggianti – commenta Michele Lorenzo, segretario Regionale ligure del Sappe – Ad esempio solo ieri Marassi ha toccato la punta di 802 detenuti e tutta la Liguria ne gestisce ben 1634, erano 1666 al 31 Marzo. Un trend evidentemente in discesa anche se frenato”.

I dati: le carceri della Liguria sono state progettate per ospitare 1098 detenuti, al momento ne ospitano 536 in più. E sono i 950 poliziotti presenti su 1264 previsti. Solo nei primi tre mesi hanno fronteggiato 287 eventi critici tra i quali 6 tentati suicidi (4 a Marassi) sventati dal personale.

“Questi numeri continuano a produrre ostacoli all’operatività dei poliziotti penitenziari liguri ancora in sotto organico – continua Lorenzo -. Sicuramente il Ddl approvato ieri, in via definitiva dalla Camera, ha il potenziale per riuscire a ridurre la presenza dei detenuti nelle carceri italiane e Liguri in particolare, ma nutriamo dubbi sulla tempistica attuativa. Si deduce che bisogna attendere non meno di 18-24 mesi prima di
poter tirare il famoso sospiro di sollievo”.

Anche se il Capo del Dipartimento Giovanni Tamburino ha assicurato “che entro il 15 aprile non ci sarà neppure un detenuto in Italia recluso con uno spazio inferiore a tre metri quadri nelle celle. Laconico il commento di Lorenzo: “In Liguria devono ancora iniziare i lavori di rimodernamento, ad esempio, del carcere di Chiavari che non sarà pronto se non tra poco più di un anno – spiega – Bisogna solo sperare che la legge delega sia trattata con procedura d’urgenza per la depenalizzazione di alcuni reati”. Ancora i dati: i reclusi per uso e piccolo spaccio di droga, al 31 dicembre scorso erano 604 dei quali 330 stranieri, su 495 tossicodipendenti, 166 stranieri.

“Detenuti che, se non sottoposti ad altra misura cautelare -sottolinea il Sappe- potrebbero ritornare in libertà”.

Invece, il dato interessante proviene, dai sottoposti a regime alternativo alla detenzione: in Liguria sono 659 agli arresti domiciliari e 728 sono in affidamento al servizio sociale, 1387 persone vivono la detenzione fuori dalle mura carcerarie. Sommandoli ai 1634 reclusi, si raggiunge la ragguardevole quota di 3021 soggetti sottoposti in Liguria alle misure cautelari (dati al 31.12.2013).

“Se volessimo azzardare alcune previsioni – continua il Sappe – la Liguria potrebbe sperare in 6-700 detenuti in meno. Quindi riportarsi entro la soglia dei 1000 detenuti, il che sarebbe già un ottimo risultato”.