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Le pubbliche assistenze manifestano anche a Genova: decine di ambulanze in piazza De Ferrari

Genova. Cosa succederebbe se le 5000 ambulanze e gli oltre 200.000 volontari delle Pubbliche Assistenze ANPAS e delle Misericordie decidessero di fermarsi? Chi garantirebbe il soccorso e la salute dei cittadini e della comunità?

“In Italia il 70% del soccorso sanitario è garantito dai volontari dell’Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze (ANPAS) e della Confederazione delle Misericordie D’Italia, ma troppi e nuovi vincoli imposti da istituzioni nazionali, enti locali, concessionarie pubbliche e private, norme inadeguate stanno rendendo sempre più difficile l’operato delle associazioni di volontariato”, spiegano le associazioni.

Per far fronte a questo “attacco” alla tutela del diritto alla salute, ANPAS e Misericordie manifesterano a Roma, ma anche Genova si è mobilitata e in piazza De Ferrari si sono raccolte in presidio decine e decine di ambulanze. Lo scopo è quello di informare i cittadini e sollecitare un intervento del Parlamento e del Governo. “Vogliamo riportare l’attenzione sui nostri bisogni, cioè avere la possibilità di contare su un rinnovo di convenzione con la Regione e avere il contributo per il rimborso delle spese che sosteniamo, che non va oltre l’80% – spiega Lorenzo Bisso, vicepresidente Anpas Liguria – Oggi siamo qui in tanti, ma la popolazione non deve preoccuparsi perché tutte le attività di soccorso sono comunque garantite”.

In Liguria sono 102 le associazioni di Pubblica assistenza iscritte ad Anpas, oltre 7 mila i volontari e 45 mila i soci. “Se ci fermassimo tutti, un servizio essenziale per la popolazione non ci sarebbe più, quindi deve essere garantito dallo Stato, visto che noi lo forniamo”, spiega Luca Cosso, Anpas.

“Chiediamo a gran voce alle istituzioni competenti una rapida risoluzione delle problematiche locali che stanno seriamente minando la sopravvivenza delle nostre Associazioni – spiegano – In particolare sarà nostra intenzione consegnare direttamente al vicepresidente e assessore alla salute, politiche della sicurezza dei cittadini della Regione Claudio Montaldo un documento in cui chiediamo il rinnovo dell’accordo quadro per il soccorso e trasporto sanitario; la formulazione chiara e definita dei servizi che il SSR riconosce nell’ambito delle proprie funzioni; la definizione dei criteri di accreditamento dei soggetti ammessi a svolgere i servizi di soccorso e trasporto sanitario; il riconoscimento del conguaglio dei rimborsi per le Associazioni sulla base dell’indice ISTAT dell’inflazione programmata per gli anni 2011, 2012, 2013 già previsto nell’accordo quadro”.

Inoltre le pubbliche assistenze chiedono il riconoscimento di ANPAS Liguria e delle Pubbliche Assistenze come soggetti partecipi del sistema di Protezione Civile della Regione Liguria; il rifinanziamento della Legge Regionale n.5/2006 che annualmente stanziava fondi a sostegno degli interventi di ristrutturazione e messa a norma delle sedi delle Pubbliche Assistenze: non più finanziata dal 2010; la totale esenzione del pagamento dell’IRAP.

“Chiediamo inoltre che la Regione Liguria si faccia parte attiva verso il Governo e il Ministero dei Trasporti affinché si apportino le modifiche necessarie al Codice della Strada per garantire: la continuità sull’esenzione del pedaggio autostradale: recentemente disdetta dalla società Autostrade per l’Italia; l’innalzamento della portata delle ambulanze da 3.500 a 4.000 kg per la conduzione con patente B; la possibilità di immatricolare come veicolo speciale per trasporto sanitario mezzi diversi dall’ambulanza (come già avviene per CRI); l’introduzione della patente di servizio per gli autisti soccorritori; il trasporto dei familiari del paziente su mezzi di soccorso (ambulanze e auto mediche)”.